Caterina Murino diventa Mamuthone ad honorem

Caterina Murino

L’attrice internazionale di origini cagliaritane a Mamoiada per il premio. Prima di lei l’hanno ricevuto tra gli altri Francesco Cossiga e Gianfranco Zola

MAMOIADA. Domani verrà conferito a Caterina Murino il titolo di “Mamuthone ed Issohadore ad honorem”. Appuntamento alle ore 17, presso la sala consiliare di piazza Europa. Il sindaco Luciano Barone consegnerà l’onorificenza all'attrice cagliaritana, la quale quest’anno sarà insignita del premio che prima di lei fu di Giovanni Lilliu, Francesco Cossiga, Giovanni Usai, Paolo Fresu, Maria Giacobbe, Gian Luigi Gessa, Pinuccio Sciola, Giovanni Maria Bellu, Gianfranco Zola, Bachisio Bandinu, Flavio Manzoni, Rossella Urru e, infine, degli operai di Ottana Polimeri.

Autorevole rappresentante della Sardegna nel mondo, fiera delle proprie origini sarde, Caterina Murino ha seguito con determinazione la sua passione per la recitazione, iniziando la sua carriera di attrice nei primi anni duemila, con il debutto in campo teatrale, seguito dalla notorietà per il grande pubblico, che arriva con i successi del grande schermo, circa un lustro più tardi dell’esordio. Particolarmente attiva nel sociale, la Murino è perfino ambasciatrice Amref da circa un decennio. La quattordicesima edizione del “Mamuthone ed Issohadore ad honorem” vede la preziosa collaborazione tra il Comune di Mamoiada, la Proloco, l'associazione culturale Atzeni-Beccoi, la cooperativa Viseras e la società Méskes turismo. In rappresentanza dell’intera collettività e a seguito dell’adozione della delibera di consiglio, riunito in seduta straordinaria, sarà, quindi, il primo cittadino ad attribuire formalmente il riconoscimento, istituito dal municipio mamoiadino, a partire dal 2003. Riconoscimento, che viene assegnato a personaggi eminenti, i quali attraverso il loro impegno, la loro dedizione appassionata, il proprio lavoro e i meriti sul campo hanno reso grande il nome dell’isola, diventando quasi ambasciatori di sardità nel cosiddetto “continente” e in Nazioni estere.

Si tratta di una sorta di “cittadinanza onoraria”, che richiama e rafforza l'orgoglio nei confronti di radici profonde, di un’identità indelebile, di una provenienza, che non è un semplice dato anagrafico. L'evento cade, peraltro, in un periodo dell’anno particolare, un momento dalla fortissima identitaria per il borgo delle maschere.

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