La Nuova Sardegna

Nuoro

Barriere architettoniche «Tanti soldi mai spesi»

di Stefania Vatieri
Barriere architettoniche «Tanti soldi mai spesi»

La denuncia di Gonaria Congiu, portavoce dei residenti affetti da disabilità «I lavori per eliminare gli ostacoli sono stati interrotti bruscamente»

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NUORO. La sfida persa dei disabili nuoresi contro le barriere architettoniche: «I soldi ci sono ma il Comune non li spende». L'avevano chiamata la piccola rivoluzione, un ambizioso progetto di abbattimento delle barriere architettoniche che ogni anno grazie a un fondo creato ad hoc dai proventi delle multe avrebbe permesso l'eliminazione di numerosi ostacoli lungo le vie cittadine, permettendo così ai disabili nuoresi di muoversi liberamente per le strade della città. Sembrava l'inizio di una nuova Era per le persone con difficoltà motorie, «un sogno ad occhi aperti perché finalmente le persone con disabilità cominciavano ad essere considerate negli spazi pubblici e privati – racconta amareggiata Gonaria Congiu, nota disabile nuorese – Nel 2015 infatti grazie alla collaborazione tra noi disabili e il Comune, più precisamente con l'allora assessore Francesco Guccini, le cose stavano iniziando a prendere la giusta piega».

Un cambio di rotta, che aveva l'obiettivo di mettere le persone con disabilità, e non solo, nelle condizioni di poter circolare liberamente e in piena sicurezza tra le strade della città. «L'ultimo ostacolo da superare, visto che di barriere architettoniche stiamo parlando, – ironizza Gonaria Congiu – era legato ai fondi per iniziare a rendere la città a misura di disabile». Un’operazione non certo semplice viste le difficoltà economiche in cui versava, e versa ancora oggi, il Comune barbaricino, ma necessaria per dare il via alla lotta contro le barriere architettoniche. «Nonostante le evidenti difficoltà anche questo problema fu risolto con la creazione di un capitolo ad hoc dove far confluire una parte dei proventi delle multe, più precisamente i soldi provenienti dalle spese di notifica, in questo progetto che nei fatti avrebbe interessato l'intera cittadinanza e non solo le persone in sedia a rotelle – prosegue la disabile – La prima tranche di denaro, circa 50mila euro, era stata destinata ai lavori più urgenti del piano sicurezza che avrebbero dovuto interessare gli scivoli dei marciapiedi spesso assenti o impraticabili. Per proseguire poi con l'eliminazione di alcuni ostacoli presenti lungo le vie». A collaudare le opere sarebbero state le stesse persone in seria a rotelle, che avrebbero inoltre supervisionato i lavori. Ma la vera novità stava nel fatto che il fondo, facendo parte del bilancio della polizia municipale e non del Comune si sarebbe rimpinguato annualmente di circa 50mila euro, e non avrebbe quindi mai sofferto di crisi economica. Una ventata di ottimismo che in breve tempo aveva contagiato anche alcune attività commerciali cittadine che nell'immediato si organizzarono con degli scivoli all'ingresso. «Purtroppo però la favola non ha avuto un lieto fine —conclude Gonaria—. A giugno 2015 con l'insediamento della nuova giunta, questo sogno si è infranto in mille pezzi e i lavori appena iniziati si sono interrotti bruscamente». Nel 2018 il bilancio di tali promesse è dunque la cronaca di un fallimento. «Chiedo a questo sindaco, che è sempre stato generoso di sorrisi e strette di mano, cosa ne è stato del famoso programma che la sua giunta avrebbe dovuto realizzare—conclude Gonaria Congiu —, ma sopratutto gli domando che fine hanno fatto i soldi, circa 150mila euro, destinati all'abbattimento delle barriere architettoniche».

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