Motorizzazione, Sos delle autoscuole
di Francesco Pirisi
Salta la seduta del Consiglio ma parla Deplano: «Tanti disagi per gli utenti»
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NUORO. Va a vuoto la volontà di fare uscire dal Consiglio comunale una voce di denuncia contro lo smantellamento in provincia della motorizzazione civile. Salta infatti la seduta per l’assenza del numero legale. La maggioranza si ferma a 11 dei 13 consiglieri richiesti per garantire la validità della riunione. L’opposizione si sistema nei banchi del pubblico: «Il dovere politico di assicurare il numero legale spetta a voi della maggioranza», rimarcano gli esponenti dei gruppi di minoranza, in risposta alle accuse della controparte che davanti a un problema non di una fazione, ma di tutti, non concorda con l’ostruzionismo consiliare. Le buone intenzioni c’erano invece tutte nella premessa. Ossia nella lettera di richiesta di convocazione della seduta che portava la firma di 13 consiglieri, schierati pro e contro l’amministrazione Soddu. L’intenzione era anche di coinvolgere parlamentari e amministratori della Regione, a iniziare dall’assessore dei Trasporti, Giorgio Tedde. Ma nessuno ha fatto la comparsa in municipio, forse perché impegnati nei rispettivi uffici istituzionali. Il Consiglio sulla motorizzazione civile comunque si farà, in seconda convocazione. Oltre le tattiche e ripicche politiche, c’è una volontà unitaria di sollecitare il governo a rinforzare gli organici della sede di Pratosardo, che oggi funziona per un paio di giorni alla settimana, con due impiegati e due funzionari “prestati” dalla Provincia. Tra il pubblico interessato Peppino Deplano, titolare dell’autoscuola Redentore, che descrive una situazione insostenibile. In ordine, le pratiche per il rilascio delle patenti: «Non si possono fare gli esami, perché non ci sono esaminatori in numero sufficiente. Qualche giorno fa la mia autoscuola ne ha dovuto portare uno da Roma. Quando va bene li facciamo arrivare da Cagliari o Sassari. Sono costi in più che vanno a pesare sull’utenza». Disagi anche per le immatricolazioni. Ancora Deplano: «Si arriva al paradosso. Chi ha un’attività di trasporto acquista il camion o il motocarro, ma non lo può utilizzare perché l’ufficio non ha il personale per immatricolarlo». Quando il titolare dell’autoscuola nuorese parla delle revisioni le difficoltà, se c’è una differenza, crescono di grado e numero: «Perché è vero che funzionano anche i centri privati, ma in ogni caso le pratiche per i pullman, e spesso anche per i camion, si fanno nella motorizzazione. I tecnici deputati al compito in ogni caso sono sempre gli stessi, che si spostano da un centro di revisione all’altro». Per le patenti della moto lo stop a Nuoro è totale, considerato che la pista per la prova pratica non è a norma. Peppino Deplano si fa interprete delle 40 autoscuole della provincia: «Il lavoro ci viene complicato. Ma siamo qui per denunciare i disagi dell’utenza. Cittadini per i quali sembra non valere il diritto a pagare in maniera uguale i servizi pubblici».
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