Operai Forestas e contratti la battaglia delle qualifiche

Da Villagrande Strisaili ad Arzana e Cardedu: protestano anche i sindaci «Per ora sono inquadrati come primo livello: devono essere nel ruolo unico» 

VILLAGRANDE STRISAILI. Dopo anni di richieste vane e dure polemiche da parte degli amministratori comunali nulla è cambiato: gli operai di Forestas chiamati a dare il loro importante contributo in vista della stagione estiva e della campagna di prevenzione contro gli incendi continueranno, così come è accaduto nel passato, a sfalciare l’erba armati solo di falcetti e di buona volontà. Nonostante l’impegno della Regione, seguito alla stabilizzazione di oltre 400 lavoratori stagionali occupati nei cantieri forestali ogliastrini, l’inquadramento nel ruolo unico regionale è ancora in itinere e di conseguenza la mancata attribuzione delle mansioni fa sì che gli operai impegnati nelle operazioni di manutenzione e pulizia delle strade, delle fasce antincendio e dei siti di importanza storico- culturale, inquadrati per lo più come primo livello, non possano usare decespugliatori o altri attrezzi. Un’impresa improba per le squadre e una preoccupazione per i sindaci che guardano con timore all'avvicinarsi del periodo più critico dell'anno. Ed ora lanciano un grido d’allarme riguardo la limitata operatività dell'agenzia regionale. «Facciamo grande affidamento su Forestas per la prevenzione e la protezione del nostro patrimonio boschivo tra i più importanti e pregiati della Sardegna e per la gestione del bellissimo bosco secolare di Santa Barbara» dice il sindaco di Villagrande Strisaili Alessio Seoni nel ricordare che il centinaio di dipendenti occupati nei cantieri sorti nei terreni villagrandesi e dati in concessione trentennale a Forestas, sono per la maggior parte inquadrati come primo livello e non possono neanche mischiare la terra con la torba figurarsi usare i decespugliatori. Le attività affidata all’Agenzia richiederebbero, al contrario, la presenza di personale qualificato e se negli anni scorsi si è sopperito a questa situazione con il ricorso all’attribuzione di mansioni superiori, attualmente una tale procedura non è possibile a causa dei rilievi mossi ai direttori di servizio di Forestas dalla Corte dei conti. «Non possiamo quindi non denunciare – sottolinea Seoni – la pericolosa criticità e l’intollerabile condizione di limitata operatività in cui versa l’Agenzia. Facciamo appello a tutti gli attori – consiglio regionale, giunta, assessori, Coran e sindacati di categoria - affinché nel più breve tempo possibile trovino una soluzione politica che dia al personale la dignità di un contratto applicabile, e all’Agenzia uno strumento per renderla operativa al 100 per cento». Sulla stessa lunghezza d’onda il suo collega arzanese Marco Melis che denuncia un altro aspetto: il mancato turn over. «Nel cantiere di San Cristoforo, a fronte dei 92 operai previsti in pianta organica ne sono rimasti 35, quasi tutti di primo livello. Impossibile dunque – tuona il primo cittadino arzanese – garantire con efficacia le azioni della campagna antincendio 2020, azioni che, secondo la convezione stipulata con Forestas, dovrebbero essere svolte dalle squadre forestali». Sul versante costiero la situazione non cambia. Marcello Vacca, caposquadra nel cantiere di Montiferru, nel territorio di Cardedu, ha molte cose da dire. Ma lo fa nella sua veste istituzionale di assessore comunale ai Lavori pubblici, sostenuto con forza dal sindaco Matteo Piras. «Occorre subito che la politica dia corso agli impegni presi. L’unica soluzione – dice Vacca – è passare al ruolo unico regionale».

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