L’Oncologia resta sette giorni nel limbo

Ultimatum dell’Ats per il trasloco allo Zonchello o all’ex Pediatria. I sindaci insistono: «Subito un ospedale da campo»

NUORO. Oncologia, ultimatum dell’Ats: sette giorni per decidere il futuro dei malati di cancro. Il termine ultimo di 24 ore per traslocare l’Oncologia nell’ex Pediatria slitta di sette giorni. Da una parte le pressioni della Regione che a stretto giro di posta chiede all’Assl nuorese che venga indicata in tempi rapidi la struttura più appropriata per trasferire i malati di tumore: alla già nota struttura dell’ospedale Cesare Zonchello si aggiunge l’ex reparto di Pediatria situato al terzo piano del San Francesco (dove a quanto pare sono già iniziati i lavori di adeguamento dei locali). Dall’altra il sindaco di Nuoro Andrea Soddu che in concertazione con gli altri primi cittadini del territorio intervengono sulla spinosa vicenda mettendosi al fianco dei malati e chiedendo alla Regione Sardegna che venga salvaguardato il reparto di Oncologia, con l’allestimento di un ospedale da campo che possa sopperire a una eventuale emergenza Covid-19.

«Sono sempre in costante contatto con i sindaci del territorio, con la direttrice dell’Assl nuorese Grazia Cattina e con la Regione per capire lo stato dell’arte e trovare soluzioni che quantomeno in una situazione simile si possano definire buone – spiega il sindaco di Nuoro Andrea Soddu –. Ho recentemente parlato con il direttore generale della Protezione civile Antonio Belloi, al quale ho chiesto che venisse attivata la procedura per allestire un ospedale da campo (militare o della Croce rossa), con l’obiettivo di avere, qualora ce ne fosse bisogno, posti letti disponibili per potenziali pazienti Covid». La struttura Pass (Posto assistenza socio sanitaria) potrebbe servire per accogliere eventuali altri malati e fronteggiare l’emergenza con altri spazi allestiti e attrezzati a livello socio sanitario. Un invito accolto a braccia aperte dal coordinatore regionale per l’emergenza Covid-19 in Sardegna, Antonio Belloi, che si dice pronto a mettere in campo uomini e mezzi in caso di necessità. L’ok arriva anche dal Ministero della Difesa pronto ad allestire un ospedale da campo militare con medici qualificati qualora arrivasse la richiesta da parte della Regione Sardegna, come afferma il primo cittadino barbaricino. «Il Comune di Nuoro insieme agli altri Comuni del territorio – prosegue Andrea Soddu –, è pronto ad attivare tutte le misure necessarie per affrontare una possibile emergenza sanitaria, che al tempo stesso garantiscono lo svolgimento delle normali attività al reparto di Oncologia del presidio nuorese». Una soluzione che nei fatti potrebbe cambiare il destino degli oltre 400 malati oncologici seguiti in uno dei reparti di eccellenza della struttura nuorese, e dove ogni giorno vengono somministrate dalle 40 alle 60 terapie salvavita. Una situazione che lascia nel limbo i numerosi pazienti, in costante fibrillazione per le scelte che, come una spada di Damocle sulla testa, si ripercuoteranno inevitabilmente sulla loro salute: se da una parte trasferire il reparto nella struttura dell’ospedale Cesare Zonchello significherebbe tornare agli anni ‘30 (stanze troppo grandi senza gas medicale e senza bagni, privo di un reparto di Rianimazione in caso di emergenze durante le terapie più pesanti), l’ex reparto di Pediatria vorrebbe dire spazi dimezzati e la possibilità di poter garantire le terapie a un massimo di 12 pazienti al giorno, proprio in virtù del fatto che è un reparto studiato per le degenze.

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