Verso il voto, scoppia la polemica
di Sergio Secci
Posada, i dubbi dell’assessore regionale Sanna sulla sanatoria per Montelongu in periodo elettorale
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POSADA. La campagna elettorale sonnacchiosa fino a ieri a causa delle restrizioni Covid esplode all’improvviso. Ad animare il dibattito politico di Posada è una lettera dell’assessorato regionale agli Enti locali sull’approvazione della variante di risanamento del comparto di Montelongu. «Dei cittadini hanno rappresentato perplessità in merito alla delibera consiliare per l’adozione di una variante dopo la convocazione dei comizi elettorali» scrive l’assessore Psd’Az Quirico Sanna, che parla di atti non urgenti e improrogabili.
«L’esistenza dei presupposti d’urgenza e improrogabilità deve essere valutata caso per caso dallo stesso consiglio comunale che se ne assume la responsabilità politica. Nella delibera consiliare – conclude Sanna – non risulta evidenziata la necessità dell’approvazione della deliberazione e si ritiene non sussistono le ragioni giustificative per l’adozione dell’atto dopo la convocazione dei comizi elettorali».
Tesi respinta in toto dal sindaco uscente Roberto Tola (ex Psd’Az): «La nota dell’assessore non ha nessuna valenza amministrativa – spiega –. Soltanto il Tar potrebbe esprimersi in merito chiamato da qualche cittadino che abbia interesse ad annullare la delibera. Noi abbiamo già risposto alla Regione specificandogli la necessità e l’urgenza di adottare il provvedimento così come risulta dagli atti e dalla registrazione della seduta».
Pareri contrastanti fra i tre candidati a sindaco che domenica e lunedì prossimi si contenderanno il titolo di primo cittadino di Posada.
Giorgio Careddu di Uniti per Posada: «Vogliamo che il piano di risanamento si faccia ma non a ridosso delle elezioni – dice –, non abbiamo partecipato all’ultimo consiglio perché si poteva fare prima dei termini di legge e la variante doveva essere portata nel precedente consiglio dove si prevedevano 4.000 mc in zona F e una piscina nella cessione a confine col territorio di Torpé dopo che questo comune ha presentato (il giorno prima del consiglio a Posada) il Puc con la cessione».
La pensano in senso diametralmente opposto, invece, Giorgio Fresu di Posada Bene Comune e Barore Ruiu di #Posada. «Fa piacere che ci siano concittadini così attenti alle riunioni di consiglio – dice Fresu – magari supportati da qualche leguleio di comodo. Pur rispettando la nota assessoriale, mi pare ovvio che sia lo stesso consiglio organo sovrano per eccellenza a stabilire priorità e urgenze nell’esclusivo interesse della comunità. Tutto il resto sono chiacchiere». Dello stesso tenore le dichiarazioni di Borore Ruiu: «È il consiglio a valutare l’urgenza cosa che a quanto ci risulta ha puntualmente fatto, la volontà della nostra lista è quella di portare la variante alla piena attuazione in quanto concordiamo con tutti i punti in essa contenuti in quanto prima vengono gli interessi dei cittadini e solo dopo quelli degli imprenditori e volevo chiedere infine all’assessore Sanna se la stessa lettera l’ha inviata anche al comune di Torpè che ha approvato il Puc il giorno antecendente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«L’esistenza dei presupposti d’urgenza e improrogabilità deve essere valutata caso per caso dallo stesso consiglio comunale che se ne assume la responsabilità politica. Nella delibera consiliare – conclude Sanna – non risulta evidenziata la necessità dell’approvazione della deliberazione e si ritiene non sussistono le ragioni giustificative per l’adozione dell’atto dopo la convocazione dei comizi elettorali».
Tesi respinta in toto dal sindaco uscente Roberto Tola (ex Psd’Az): «La nota dell’assessore non ha nessuna valenza amministrativa – spiega –. Soltanto il Tar potrebbe esprimersi in merito chiamato da qualche cittadino che abbia interesse ad annullare la delibera. Noi abbiamo già risposto alla Regione specificandogli la necessità e l’urgenza di adottare il provvedimento così come risulta dagli atti e dalla registrazione della seduta».
Pareri contrastanti fra i tre candidati a sindaco che domenica e lunedì prossimi si contenderanno il titolo di primo cittadino di Posada.
Giorgio Careddu di Uniti per Posada: «Vogliamo che il piano di risanamento si faccia ma non a ridosso delle elezioni – dice –, non abbiamo partecipato all’ultimo consiglio perché si poteva fare prima dei termini di legge e la variante doveva essere portata nel precedente consiglio dove si prevedevano 4.000 mc in zona F e una piscina nella cessione a confine col territorio di Torpé dopo che questo comune ha presentato (il giorno prima del consiglio a Posada) il Puc con la cessione».
La pensano in senso diametralmente opposto, invece, Giorgio Fresu di Posada Bene Comune e Barore Ruiu di #Posada. «Fa piacere che ci siano concittadini così attenti alle riunioni di consiglio – dice Fresu – magari supportati da qualche leguleio di comodo. Pur rispettando la nota assessoriale, mi pare ovvio che sia lo stesso consiglio organo sovrano per eccellenza a stabilire priorità e urgenze nell’esclusivo interesse della comunità. Tutto il resto sono chiacchiere». Dello stesso tenore le dichiarazioni di Borore Ruiu: «È il consiglio a valutare l’urgenza cosa che a quanto ci risulta ha puntualmente fatto, la volontà della nostra lista è quella di portare la variante alla piena attuazione in quanto concordiamo con tutti i punti in essa contenuti in quanto prima vengono gli interessi dei cittadini e solo dopo quelli degli imprenditori e volevo chiedere infine all’assessore Sanna se la stessa lettera l’ha inviata anche al comune di Torpè che ha approvato il Puc il giorno antecendente».
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