Caccia grossa: «Ripartiamo senza banchetti»

GALTELLÌ. Ancora una settimana di tempo e l’attività venatoria per eccellenza in Sardegna andrà iniziare. Il primo novembre centinaia di compagnie di caccia grossa si metteranno in moto in tutta l’iso...

GALTELLÌ. Ancora una settimana di tempo e l’attività venatoria per eccellenza in Sardegna andrà iniziare. Il primo novembre centinaia di compagnie di caccia grossa si metteranno in moto in tutta l’isola e anche in tutti i centri della Baronia i cacciatori sono in fermento «Anche a Galtellì l’attività venatoria al cinghiale rappresenta una cultura, un modo di essere che affonda le sue radici in oltre mille anni di storia e che coinvolge circa 150 cacciatori» dice il sindaco Giovanni Santo Porcu. Purtroppo quest’anno, a causa dell’epidemia di Covid, sono annunciate restrizioni nel dopo caccia e per questo motivo, martedì scorso i capicaccia, responsabili delle sei compagnie di caccia grossa del paese, sono stati convocati dal sindaco, per un confronto al fine di definire le azioni anti-covid, durante l'annata venatoria. «Da parte di tutti è stato veramente unanime il pensiero e l'azione votata alla massima prevenzione del diffondersi del virus, sia prima, durante che soprattutto dopo la battuta di caccia – spiega il primo cittadino baroniese – a malincuore si è deciso di non dar seguito al famoso banchetto serale, momento in cui ci si riunisce e dove la battuta viene analizzata nei suoi vari aspetti». (s.s.)

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