Alluvione a Bitti, viaggio tra le vie sommerse dal fango: il racconto di chi ha perso tutto

Case devastate, attività commerciali di una vita cancellate in pochi minuti. Il paese, il giorno dopo il disastro, rialza la testa e con pale, idrovore e fatica cerca di ritornare alla normalità

BITTI. L’elegante piazza Asproni è un’ipotesi che bisogna sforzarsi di immaginare, sommersa com’è sotto una coltre di fango sulla quale ci si deve muovere con stivaloni e possibilmente reggendosi al muraglione. Bitti il giorno dopo l’alluvione di fango e detriti arrivati dai tre versanti di Lampione, Rocca di Sant’Elia e Monte Bannittu raduna le sue forze per riemergere. Ma non possono bastare, perché le ferite sono troppe e il Centro operativo comunale, a 300 metri più su, nel Liceo Michelangelo Pira, è infatti il cuore pulsante della macchina operativa coordinata dalla Protezione civile in un paese piegato da un disastro inimmaginabile.

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