Macomer, la Rsa è pronta ad accogliere 40 ospiti

Attesa della decisione della Regione sull’attivazione del centro Covid Mameli: «Aspetteremo fino al 20 gennaio, poi Sereni Orizzonti aprirà i battenti»

MACOMER. «Se la Regione non darà il via libera ufficiale per attivare il centro Covid, dal 20 gennaio prossimo la nostra Rsa di Macomer sarà pronta ad accogliere un massimo di 40 persone non autosufficienti. Insomma – spiega Alessandro Mameli, coordinatore d’area di “Sereni Orizzonti”– faremo quello per cui la Residenza sanitaria assistita è nata». Al momento, dunque, entrambe le opzioni restano sul tavolo. «Non rimane che attendere. Le interlocuzioni con Cagliari – prosegue Mameli – sono frequenti ma non è escluso che, in virtù della diminuzione dei contagi, l'utilizzo della nostra struttura per il trattamento dei pazienti con sintomi lievi da coronavirus non sia più da ritenersi indispensabile». Come detto, in questo caso, le porte si spalancherebbero per gli ospiti, in maggioranza over 70, bisognosi di attenzioni specifiche che non possono essere curati a casa. 20 di loro dovrebbero essere trasferiti non appena si entrerà a regime.

«Si tratta – precisa il coordinatore – di anziani che al momento si trovano in residenze con sede, ad esempio, in altre province isolane o in centri lontani dal capoluogo del Marghine. L’intento del distretto sanitario è quello di riportarli nel loro territorio, il più vicino possibile ai paesi in cui hanno vissuto per buona parte della loro esistenza. Ci saranno anche dei posti riservati a coloro che abitano in qualsiasi parte della Sardegna. Ricordiamo che “Sereni Orizzonti” è una struttura temporanea nella quale la permanenza degli ospiti può essere rinnovata di tre mesi in tre mesi, a seconda del quadro clinico del paziente» specifica Alessandro Mameli. Quando la Rsa sarà pienamente operativa potrà contare su un organico di 35 dipendenti. Saranno 22 operatori sanitari e 13 fig ure chiamate a svolgere altre funzioni, compresi i cuochi e gli addetti alle pulizie. Da circa due settimane, un’ala dello stabile di Nuraghe Ruiu ospita la sede dell'Usca. «L’Unità speciale di continuità assistenziale sta svolgendo un lavoro encomiabile – sottolinea Mameli –. Finalmente i malati Covid del Marghine possono contare su un servizio indispensabile di monitoraggio e cura».

Dello stesso avviso il sindaco, Antonio Succu che parla di un visibile miglioramento dovuto a una gestione efficace e coordinata dell’emergenza pandemica. «I tempi tra la segnalazione effettuata dai medici di base e l'operatività del protocollo che prevede di eseguire il tampone, si sono notevolmente ridotti. Questo – conclude il primo cittadino – consente un maggiore tracciamento dei soggetti positivi e un tempestivo isolamento dei contatti stretti».

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