Le “cantoniere” ai privati per salvarle e dare lavoro

Tante vecchie strutture tra Siniscola e Posada tagliate fuori dai piani di recupero Proposta dei Comuni: darle in gestione per creare occupazione e posti letto 

SINISCOLA. Un progetto di valorizzazione per il recupero delle case cantoniere che inspiegabilmente lascia fuori i 189 edifici che si trovano a ridosso delle strade sarde. Nel 2016, un accordo tra Anas, Mit, Mibact e Agenzia del territorio, ha permesso di recuperare e restaurare una trentina di cantoniere nella Penisola ma in Sardegna tutto è fermo malgrado lo scorso anno, l’ente che si occupa della gestione delle strade, abbia avviato le procedure per dare in concessione a titolo oneroso gli storici edifici rossi. La gran parte delle cantoniere sarde ha grosse potenzialità dal punto di vista turistico-culturale. Basti pensare che nel comune di Siniscola, due edifici a ridosso dell’Orientale sarda sono posizionati in luoghi strategici: una a poca distanza dall’ingresso della spiaggia di Berchida, e l’altra sulla collina che domina la pineta di Santa Lucia con panorama su La Caletta e l’isola di Tavolara.

A Posada, è invece presente la cantoniera di Orvile che potrebbe diventare la porta del parco di Tepilora visto che proprio in quel punto, inizia l’area protetta regionale che si estende anche ai comuni di Torpè, Lodè e Bitti. In pieno degrado o comunque in stato di abbandono da anni a parte qualche rara eccezione come i due edifici che si trovano negli abitati di Budoni e Siniscola, ci sono poi numerosi altre case cantoniere appetibili per farle diventare alberghi, ostelli, B&B o ristoranti a Dorgali, Orosei e a San Teodoro giusto per restare nel circondario. Tanti edifici storici uno più bello dell’altro che attendono di essere messe a disposizione dall’Anas anche in Sardegna con bandi di evidenza pubblica.

«Essendo collocate in posizioni strategiche dal punto di vista turistico, ambientale e paesaggistico – dice Marco Fadda, vice sindaco dell’amministrazione guidata da Gian Luigi Farris – per il nostro territorio sarebbe molto importante riuscire ad affidarle a dei privati per due motivi principali. Creare dei posti di lavoro e indotto che si andrebbero ad aggiungere ai posti letto che stanno nascendo nel territorio e creare ulteriori servizi ai nostri litorali. Penso all’apertura di nuovi ristoranti, piccoli alberghi di nicchia e di qualità. Sono siti con vedute panoramiche non indifferenti, sicuramente appetibili in chiave turistica, L’auspicio della nostra amministrazione e che ci sia la possibilità di poter affidare queste opportunità di lavoro».

Per quanto riguarda Posada, qualche anno fa a sbloccare l’impasse ci aveva provato l’ex sindaco e presidente del parco di Tepilora Roberto Tola che aveva proposto di far diventare la cantoniera di Orvile e i due ettari di terreno una foresteria in funzione delle attività di visita ed escursioni nel territorio. «Un edificio – aveva detto l’ex sindaco – che si trova in una posizione strategica, vicino alla spiaggia di Orvile e all'ingresso del territorio del parco». Un punto ideale da cui partire per le escursioni in tutto il territorio con un accordo tra Anas, comune e parco. Intenti che però sono rimasti lettera morta in attesa di capire se in Sardegna l’Anas, pensi ad un intervento di recupero delle vecchie case rosse.

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