Sabato nella Cattedrale una messa per Mannironi

Alle 10,30 la funzione religiosa prima della sepoltura nel cimitero cittadino Il legame tra l’inviato di punta del giornale per tanti anni e la sua città natale

NUORO. Sabato alle 10,30 in Cattedrale si terrà una messa in ricordo di Piero Mannironi, il nostro collega scomparso improvvisamente la scorsa settimana all’età di 67 anni. Firma prestigiosa della Nuova Sardegna per quarant’anni, a lungo inviato speciale del giornale, era nato a Nuoro e alla sua città natale è sempre stato molto legato anche se gli impegni professionali lo hanno tenuto lontano per diversi anni. Ciò nonostante il suo attaccamento per Nuoro è sempre stato molto forte, ed è per questo che i suoi familiari, la moglie Daniela e i figli Bianca, Antonio e Claudia, hanno deciso che le sue spoglie riposino nel cimitero cittadino. La messa in Cattedrale sarà celebrata dal parroco don Giovanni Maria Chessa insieme con don Francesco Mariani, sociologo e giornalista molto affezionato al nostro collega Piero Mannironi. I sacerdoti raccomandano a quanti interverranno alla funzione religiosa il rispetto del distanziamento anche durante le condoglianze alla famiglia.

Un affetto ricambiato dai nuoresi, quello del giornalista nei confronti della sua città natale. Alla fine degli anni ’80 Mannironi è stato capocronista della redazione di Nuoro in un periodo in cui l’emergenza criminale, dai sequestri agli omicidi, era particolarmente cruenta. Con il suo coordinamento, la Nuova Sardegna assunse una posizione netta in particolare verso il fenomeno dei sequestri di persona. Su sua iniziativa nel 1989 il giornale uscì in edicola con un spazio bianco nella pagina che avrebbe dovuto ospitare una lettera dei rapitori alla famiglia di un sequestrato, secondo una prassi consolidata. Un gesto netto che affermava la volontà del giornale di non piegarsi, a sua volta, al volere dei rapitori.

Non si contano i servizi e le inchieste di Mannironi sui misteri che specialmente in passato hanno caratterizzato la cronaca dell’isola. Inchieste e reportage che negli ultimi mesi sono state riprese dal nostro collega, in pensione dal 2015 e da allora prestigioso collaboratore del giornale, in un volume pubblicato dall’editrice Il Maestrale poco più di tre mesi fa dal titolo “Anime maledette. Storie di vita e malavita in Sardegna”.

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