«Bilancio povero contro il Covid»

I nove consiglieri di minoranza all’attacco: poche risorse anche per i giovani e per l’agricoltura

NUORO. Il bilancio della vita nuova del Comune viene disintegrato come un castello di cartapesta dai gruppi di opposizione. Tutti concordi nel dire che «contiene numeri tali da metterne in dubbio l’attendibilità». Così il forzista Angelo Arcadu, Lisetta Bidoni (Progetto per Nuoro), i Pd Carlo Prevosto e Natascia Demurtas, il sardista Gianni Poggiu, i civici Fabrizio Melis e Francesco Guccini, e buon ultimo il gruppo della Lega, con Pietro Sanna e Pier Luigi Saiu. Due ordini di critiche, che arrivano a cinque giorni dall’esame nell’assemblea civica, dove l’opposizione ha abbandonato la seduta prima del voto. Da una parte alcune poste finanziarie sono giudicate deboli. Quella per gli interventi sul Covid, prima di tutto: «Nella relazione del collegio – scrivono i nove consiglieri – si indica una spesa di poco superiore ai 52mila euro, a fronte di trasferimenti della Regione e dello Stato di quasi 700mila euro. Nonostante le richieste di chiarimento formulate sul punto – aggiungono – nessuno ha dato risposte». L’altro tema, che sarebbe stato dimenticato, è quello dei giovani. I consiglieri rilevano uno “zero assoluto” per gli interventi relativi a quella fascia sociale: «Non c’è un euro – affermano – né per i giovani, né per lo sport. Tutto questo – rimarcano – nonostante le notizie degli ultimi mesi hanno evidenziato come la pandemia abbia contribuito a far esplodere una nuova “questione giovanile”. Una generazione privata dei luoghi per la formazione, lo sport e la cultura – spiegano – si è rivelata con nuove fragilità e fenomeni pericolosi, che hanno interessato anche Nuoro».

La nota dell’opposizione cita anche l’agricoltura, vittima della stessa sindrome della dimenticanza, secondo il pensiero dei “nove”, «nonostante si tratti di un settore fondamentale». L’assenza di spiegazioni in Consiglio sono imputate alle mancate risposte dell’assessora del Bilancio, Rachele Piras, e al fatto che non fossero presenti i revisori dei conti: «Ci auguriamo che quest’assenza non si ripeta più». Il discorso di fondo è che i gruppi di minoranza non sono disposti a credere a nessuno degli atti dell’amministrazione che non sia tangibile e verificabile con le prove. Queste ultime, scrivono Arcadu, Bidoni, Demurtas, Guccini, Melis, Poggiu, Prevosto, Saiu e Sanna, non sono presenti nel capitolo entrate: «Appare inattendibile la previsione dell’amministrazione d’incassare, nel 2021, 42 milioni dai tributi, considerato che nel 2019, l’anno dell’ultimo consuntivo, ci si è fermati a 14. La previsione, anzi, appare del tutto infondata – aggiungono – se si pensa che il raggiungimento di quella cifra è legato all’incasso completo dei tributi locali e tenendo conto che, sia l’assessora e sia il collegio dei revisori, hanno parlato della riscossione come di uno degli elementi di maggior difficoltà per l’ente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes