Casa Satta resta ancora nel limbo

Sopralluogo della commissione consiliare per valutare la destinazione da dare all’abitazione del Vate

NUORO. Il dilemma sulla destinazione per la casa natale del poeta e avvocato Sebastiano Satta persiste e va sciolto. Tanto è il rilievo, che ora vuole verificare direttamente la commissione consiliare Turismo e Cultura, presieduta da Marcello Calia, che è coadiuvato dalla “vice”, Natascia Demurtas. Domani mattina il sopralluogo, nell’edificio collocato sul limite basso della piazza “Satta”. Proprio nella piazza antistante, arredata dai graniti dello scultore Costantino Nivola, è annunciata una pattuglia di “portatori d’interesse” sui destini dell’abitazione, che il Comune ha acquisito nel 2003, per poi sottoporla a un radicale intervento di restauro. Il dilemma in cui è stretta la casa del vate, scomparso nel 1914, a soli 47 anni, è se debba accogliere un ufficio d’informazione turistica, oppure diventare un centro di studi, dove approfondire l’opera di Satta e di altri intellettuali nuoresi. La prima soluzione è quella dell’amministrazione del sindaco Andrea Soddu. Anche se con un progetto più ampio di quanto possa consentire un ufficio turistico. Soddu ne ha parlato di recente: «Con la nostra scelta non snaturiamo un luogo storico della città. Ma, al contrario, intendiamo onorare la figura di Sebastiano Satta – è stata la rassicurazione del sindaco – destinandovi la casa, che già ospita alcuni archivi della biblioteca, a un settore fondamentale come la cultura. In questo modo – ha aggiunto – rendendola fruibile a cittadini e turisti». In pratica, l’idea è di riallestire, con il mobilio originario, lo studio del poeta e avvocato, e destinare una parte degli ambienti proprio per gli sportelli comunali d’informazione. Questo ultimo impiego però viene visto come un’eresia da diversi intellettuali della città. Primi tra tutti gli ex sindaci Annico Pau e Mario Zidda, lo studioso Ugo Collu, che hanno esortato l’amministrazione a cambiare strada. La casa Satta, questo è il concetto, «non può essere se non il luogo dove rivive la figura e l’opera dell’intellettuale, grazie alla raccolta dei libri e dei manoscritti donati dalla famiglia al Comune e al consorzio bibliotecario».

I propugnatori del progetto ricordano quanto disse all’atto dell’inaugurazione della piazza, nel giugno del 1967, il senatore Pietro Mastino, che fu amico di Satta: «Nivola ha raffigurato la piazza come un “vestibolo” che introduce alla casa del poeta. Perciò la piazza e la casa – ha aggiunto – rappresentano un corpo unico». Il Consorzio per la pubblica lettura, che porta il nome del poeta, viene ritenuto il gestore naturale dell’edificio, anche perché ha ricevuto in dono i manoscritti dell’opera poetica e la documentazione sull’attività giuridica di Satta. «La biblioteca possiede anche altri fondi giuridici e la casa potrà essere un centro di ricerca nella materia specifica», ha spiegato il professore Ugo Collu, che da presidente della biblioteca ha sposato con la famiglia del poeta il progetto con il quale la città e la Sardegna promuovano l’intellettuale che fu artefice della Nuoro assurta ad Atene sarda. Molti motivi e intendimenti, anche differenti, da portare a sintesi, per definire la questione. La scelta è dell’amministrazione civica, alla quale la commissione comunicherà le valutazioni successive alla visita di domani.

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