Via all’iter per sciogliere il Consorzio industriale

La giunta regionale dà le direttive per chiudere tutta la gestione liquidatoria E si profila anche un cambio al vertice dell’ente con la revoca dell’incarico a Figus 

MACOMER. Da Cagliari si attendevano da mesi segnali, indirizzi, decisioni. E ora qualcosa è arrivato, con una tempistica difficilmente accidentale, proprio a ridosso dell’assemblea dei soci del Consorzio – ovviamente slittata a data da destinarsi - nella quale i protagonisti del groviglio industriale di Tossilo e della sua piattaforma per la gestione dei rifiuti avrebbero dovuto calare tutte le carte sul tavolo, svelando finalmente i piani sul prossimo futuro, rimasti fin qui indecifrabili. Di certo ora c’è un atto deliberativo col quale la giunta regionale, su proposta dell'assessora all'industria Anita Pili, muove un primo passo verso lo scioglimento del Consorzio industriale di Macomer, impartendo le direttive per chiudere la gestione liquidatoria e prospettando il trasferimento di funzioni e patrimonio al soggetto subentrante.

Di presumibile invece, a fronte dell’oggetto della seconda delibera regionale di cui però non è stato reso pubblico il contenuto, ci sarebbe un inatteso cambio al vertice dello stesso ente consortile macomerese, con la revoca dell’incarico a Franco Figus, fino ad oggi commissario liquidatore sia del Consorzio di Tossilo che di quello Chilivani-Ozieri. Due atti regionali ancora tutti da interpretare. Il primo, quello che impartisce gli indirizzi per sciogliere il Consorzio messo in liquidazione dal lontano 2008, sembrerebbe accogliere le richieste avanzate dal territorio in questi lunghi mesi di inquieta e rumorosa incertezza, ma non scioglie il nodo della sostenibilità economico-finanziaria dell'operazione. L'assessora all'industria Pili riferisce infatti di una situazione debitoria dell'ente quantificata in più di 8 milioni di euro, ma non esplicita le intenzioni del governo regionale sulla possibilità di ripianare il debito, rimandando la definizione della questione a successivi incontri tra le parti in causa. Un carico che risulterebbe difficilmente sostenibile per il prospettato nuovo ente subentrante, ovvero il costituendo nuovo Consorzio per l'area industriale di Tossilo, composto dal Comune di Macomer e da quello di Borore, che entro 60 giorni dovrebbe sciogliere la riserva e farsi carico delle funzioni e del patrimonio dell'ente liquidato e subentrare, al 98 per cento, nella proprietà della Tossilo SpA. Un arco temporale striminzito sul quale storce il naso il capogruppo di maggioranza del comune di Macomer Gianfranco Congiu, che dichiara: «Ci prenderemo il tempo necessario per ponderare la soluzione migliore, per coinvolgere tutti i livelli istituzionali e sociali del territorio e senza cedere alla minaccia di un passaggio al Consorzio provinciale di Nuoro, che allo stato è una soluzione irricevibile».

Il secondo atto regionale, ancora non leggibile, sembrerebbe intervenire alla radice della guerra intestina scatenatasi in quest'ultimo anno tra il Consorzio e la sua controllata Tossilo, con uno scontro a suon di comunicazioni formali e accuse reciproche tra l’ormai ex commissario Figus e il presidente della SpA Antonio Delitala.

Sulle sorti della società che fino al 2016 ha gestito la piattaforma per la gestione dei rifiuti e sulla quale pende una scadenza naturale al 31 dicembre 2021, la Regione sembra mettere le mani avanti: «Appare maggiormente razionale che ogni valutazione sul futuro della Tossilo Spa venga rimessa all'ente che subentrerà nelle funzioni consortili».

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