Trasporti, il Recovery taglia fuori la ferrovia Nuoro-Olbia

La delusione del comitato cittadino. Trenitalia per l’esclusione del progetto. Ma il presidente rilancia: «Punteremo sulla modifica della tratta per Macomer»

NUORO. «I fondi statali “dedicati” per il sistema ferroviario possono essere utilizzati per la rettifica della ferrovia tra Macomer e Nuoro». L'avvocato Claudio Solinas non demorde, neppure adesso che sembra tramontata la possibilità di ottenere i fondi del Recovery, nella battaglia per fare passare dallo scartamento ridotto a quello ordinario il percorso della vecchia littorina. Sono quasi dieci anni che con il comitato Trenitalia nel Nuorese si batte per l’opera, e non si vuole arrendere proprio ora. Nonostante in questo tempo siano state più le delusioni che i successi. Tanto più se si considera che l’intervento principe della piattaforma rivendicativa del territorio del Nuorese, è la realizzazione della tratta, “ex novo”, tra Pratosardo e Olbia. Cento chilometri di nuova ferrovia, dall’area industriale barbaricina sino all’aeroporto “Costa Smeralda”, da percorrere in circa un’ora. Ma per il momento fuori dallo stesso dibattito politico. Tanto da far rivedere le scelte contingenti allo stesso comitato.

«Ci si deve concentrare – dice Solinas – sull’intervento meno impegnativo, anche sotto l’aspetto finanziario. Ci crede la Regione che ha presentato la scheda per la ferrovia nel Nuorese, ad aprile, prima della scadenza dei tempi dati dall’Unione europea al governo per l’invio dei progetti del Recovery. Anzi – incalza il presidente del comitato – è opportuno evitare le prese di posizione improntate al pessimismo di qualche politico di Nuoro, che ha messo in dubbio la stessa presentazione della scheda al governo. Non è vero. La Regione ha fatto tutti i passi e ci crede». Ma il governo, almeno per il momento, ha messo da parte anche quel progetto per la rettifica del tracciato e l’allargamento dei binari, per farne una strada ferrata a scartamento ordinario. Due settimane fa, proprio in un’intervista alla Nuova Sardegna, Il ministro dei Trasporti, Enrico Giovannini, ha espresso parole di soddisfazione per gli interventi negli aeroporti di Olbia, Alghero, nella stazione di Oristano, e per la Decimo Villamassargia, accolti nel Recovery. Mentre sul Nuorese c’è stato un silenzio profondo. Tutto questo nonostante il deficit storico nell’infrastruttura ferroviaria della provincia, rimarcato a più riprese durante il ‘900 dalla classe dirigente isolana, ma dallo Stato lasciato che producesse, come per sua natura, disservizi e non sviluppo.

Il comitato guidato dal presidente Solinas ha sinora fatto la parte della politica e dell’amministrazione regionale e centrale, oggi però sostenuto dai sindaci del territorio, anch’essi uniti nel chiedere di cambiare il corso dei trasporti tra il Nuorese, la Baronia e sino al territorio gallurese. Gli si deve già il fatto di aver chiesto e ottenuto dalla facoltà d’Ingegneria dell’università di Cagliari la scheda tecnica. Studio costituito da tre diversi interventi, separabili nei tempi di realizzazione, ma poi sussidiari tra loro. Da quello sulla Macomer-Nuoro, il più fattibile, anche sotto l’aspetto economico e per la stessa durata dei lavori, alla ferrovia da Pratosardo sino a Olbia. Il terzo, la metropolitana leggera, per collegare fisicamente i primi due percorsi, considerato che nella rete ammodernata, e allungata alla costa nord-orientale, salterebbe il passaggio a Nuoro, punto complicato da raggiungere, per pendenze e vuoti nel terreno, se non a costo di spese ingenti. «Se va in porto la rettifica della Macomer-Nuoro – è convinto Solinas – poi Rfi, Rete ferroviaria italiana, chiamata a gestire la tratta a scartamento ordinario, continuerà il collegamento sino a Olbia. Questo per il fatto che non vedrebbe alcuna convenienza, economica e di servizio, nella soluzione di fermare il treno nell’area industriale di Pratosardo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes