Roghi di luglio: non c’è ancora la conta dei danni

Macomer. La Protezione civile non ha ancora compiuto un sopralluogo nell’agro Protesta il sindaco: «Le aziende hanno il diritto di sapere se saranno risarcite»

MACOMER. A poco più di 50 giorni dal devastante incendio che il 3 e il 4 luglio scorsi ha mandato in fumo 450 ettari di terreni, nelle campagne di Macomer si attende ancora il sopralluogo della Protezione civile. Un passaggio fondamentale che consentirebbe di effettuare una prima stima dei danni. «Sebbene approssimativa – sottolinea il sindaco Antonio Succu – la conta imprimerebbe un’accelerazione all’iter burocratico indispensabile al fine di ottenere le risorse promesse dalla Regione». Sono 25 le domande giunte all’ufficio Protocollo del Comune entro il 9 agosto, termine ultimo per la presentazione delle richieste di risarcimento. «Allo stato attuale delle cose, resta da comprendere chi realmente potrà beneficiare dei fondi che saranno messi a disposizione – precisa il primo cittadino –. I proprietari di vigne e uliveti saranno trattati alla stessa stregua dei titolari delle aziende agricole messe in ginocchio dai roghi? I criteri della scelta non sono del tutto chiari. Esistono dubbi interpretativi, ecco perché attendiamo che venga fatta chiarezza in merito».

Come detto, sono trascorse quasi 8 settimane dall’inferno di fuoco che per due giorni e due notti ha tenuto sotto assedio il Marghine e non esiste, dunque, un calcolo ufficiale dei danneggiamenti riportati da attività produttive, imprese agrozootecniche cui si vanno a sommarsi il patrimonio edilizio e i beni mobili delle località di Sos Calavrighes, Funtana e Mela, Castigadu, Campusantu, Tanca Melchiorre Murenu, Funtana Lada, Serbagusa. Al lungo elenco bisogna, poi, aggiungere l’area industriale di Tossilo che le fiamme erano riuscite a raggiungere sospinte dalle forti raffiche di vento.

Molti allevatori non potendo attendere oltre si sono visti costretti a utilizzare risorse proprie per rimettere in piedi le loro aziende, o meglio, parte di queste. E se grazie alla generosità della gente e alle numerose iniziative di beneficenza gli animali hanno potuto contare su scorte di mangime e foraggio, rimangono da ricostruire capannoni, stalle e fienili. I soldi necessari sono tanti, tantissimi. Si va da qualche decina a svariate centinaia di migliaia di euro, nei casi peggiori.

«Ci attendiamo che la Regione si impegni e tenga fede alle promesse fatte dall’assessore all’Ambiente, Gianni Lampis, durante la sua visita nei luoghi devastati. Bisogna stare vicini a chi è stato messo in ginocchio dalla furia distruttiva delle fiamme. È necessario garantire sostegni economici a chi ha visto andare in cenere il lavoro e il sacrificio di una vita. Queste persone non sono in grado di risollevarsi da sole. Ora più che mai alle parole devono seguire i fatti», conclude Antonio Succu.

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