Salvatore Mannironi, l’uomo e il politico

A cinquant’anni dalla morte un convegno a più voci sul costituente che fu anche avvocato e letterato

NUORO. Cattolico militante, avvocato, politico, padre costituente e poi a lungo parlamentare e ministro. Lettore appassionato e letterato. A cinquant’anni dalla morte un convegno fa il punto sull’eredità di uno dei maggiori uomini politici espressi da Nuoro nel corso della sua storia repubblicana. E lo fa analizzando gli aspetti principali di un uomo che nei suoi settant’anni di vita ha lasciato un segno profondo nella sua città e nella Sardegna. Per capire se e quanto sia ancora attuale il suo pensiero a mezzo secolo dalla scomparsa, il Centro studi Salvatore Mannironi con il patrocinio del Banco di Sardegna e del Comune di Nuoro organizza un convegno che si svolgerà sabato 4 dicembre alle 10 nell’auditorium della Camera di commercio, di fronte alla platea degli studenti dei principali licei cittadini. Numerosi gli interventi in programma, ciascuno dei quali incentrato su un aspetto particolare del politico democristiano. Così dopo l’introduzione di Antonello Arru, presidente del Banco di Sardegna, e i saluti del sindaco Andrea Soddu, toccherà a Giulio Prosperetti, giudice costituzionale, parlare del Mannironi costituente. Antonello Soro, ex parlamentare e garante nazionale della privacy dal 2012 al 2020, si confronterà con «L'eredità politica di Salvatore Mannironi». A seguire, Stefano Pira, docente di storia moderna all’università di Cagliari, analizzerà «L'iter formativo e l'attività» del politico nuorese, mentre Paola Piras, docente di diritto amministrativo nello stesso ateneo, indagherà «Il letterato» Mannironi. Sarà Antonio Casu, direttore della biblioteca della Camera dei deputati, a tracciare un ritratto de «L'uomo di governo», mentre lo storico Carlo Felice Casula, professore emerito dell’università Roma Tre, racconterà la profonda e lunga amicizia tra «Bobore Mannironi e Boboreddu Satta», ossia il giurista-scrittore autore del romanzo «Il giorno del giudizio». Le letture di testi politici e non di Mannironi sono affidate all’attore e regista Giovanni Carroni.

I lavori saranno conclusi da Grazia Mannironi, figlia dell’uomo politico e preziosa custode dei suoi scritti e del suo lavoro. Nel corso del convegno saranno presentati i volumi «Salvatore Mannironi-Uno dei padri della Repubblica», di autori vari, a cura di Stefano Pira, e «La Sardegna di Grazia Deledda», riedizione di una selezione di brani del Nobel a suo tempo pubblicata dall’uomo politico. Verrà infine assegnato il Premio Salvatore Mannironi agli atleti olimpionici Lorenzo Patta e Filippo Tortu. (p.me.)

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