Bolotana terzo attentato ai rom

Danneggiate due auto e un camper, dopo gli episodi del 2019 e 2020. La denuncia dell’Asce 

BOLOTANA. L’ennesimo episodio di vandalismo ai danni di una famiglia rom residente a Bolotana forse sarebbe passato sotto silenzio se a denunciarlo pubblicamente non fosse stata l’Asce (associazione sarda contro l’emarginazione), con sede a Cagliari, che da anni si occupa della tutela dei diritti delle persone più deboli lasciate ai margini della società. «Nelle ultime settimane – si legge in una nota firmata dal presidente dell’associazione Asce Sardegna, Antonello Pabis – gli episodi di vandalismo registrati contro le proprietà della famiglia Milanovic sono stati tre. Purtroppo non si tratta di episodi isolati, bensì gli ultimi di una serie registrati da due anni a questa parte. Qualche notte fa – denuncia ancora il responsabile dell’Asce – in tre distinte azioni, sono state danneggiate due auto e un camper della famiglia rom».

Gli episodi si aggiungono a quelli accaduti la notte tra il 31 agosto e il primo settembre del 2019 quando venne dato alle fiamme un vecchio furgone di proprietà della famiglia Milanovic parcheggiato in uno slargo tra via Brigata Sassari e via Cadorna a poca distanza dalla casa acquistata qualche anno prima dalla famiglia per stabilirsi a Bolotana. Il mezzo andò completamente distrutto. Il 2 ottobre del 2020 vennero dati alle fiamme una vecchia Mercedes e un furgone Ducato cassonato sempre di proprietà della famiglia rom. Due settimane prima il camper dei Milanovic, parcheggiato in piazza Repubblica, a pochi passi dal municipio, venne fatto oggetto di lanci di sanpietrini e di bottiglie di vetro. Ora, nelle prime notti del 2022, si registrano altri episodi di teppismo.

«Non c’è dubbio – sottolinea nella nota Antonello Pabis – che, nonostante queste persone siano pacifiche e non diano fastidio a nessuno, a Bolotana ci sia qualcuno che non ama la civile convivenza, peraltro facendo torto anche alla consueta ospitalità dei bolotanesi. Non sappiamo chi siano, da dove vengano, dove vogliano parare e quali siano le motivazioni di questi vili attentati, se siano di stampo razziale, di ignorante pregiudizio o di qualche altro particolare interesse. Siamo, però, di fronte ad azioni riprovevoli che vanno biasimate e combattute con tutta la forza. Perciò – fa sapere il responsabile dell’Asce, Pabis – abbiamo già inviato al sindaco di Bolotana e al prefetto di Nuoro una richiesta d’incontro affinché favoriscano le azioni di contrasto civile che con i bolotanesi e la famiglia rom metteremo in campo. Si spera – aggiunge in conclusione Antonello Pabis – che stavolta intervengano anche le istituzioni».

L’obiettivo dell’Asce è quello di ristabilire un clima favorevole alla serena accoglienza e convivenza. Il tutto al di là delle paure alimentate da antichi pregiudizi che non fanno parte del patrimonio culturale e sociale di Bolotana, un paese da sempre ospitale e tollerante.

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