La Nuova Sardegna

Nuoro

La tragedia

Due ragazzini morti nel crollo a Nuoro, ecco cosa è successo nel casolare

di Simonetta Selloni

	Gli amici di Ythan e Patrick portano fiori e lumicini sul luogo della tragedia <em>(foto Massimo Locci)</em>
Gli amici di Ythan e Patrick portano fiori e lumicini sul luogo della tragedia (foto Massimo Locci)

Gli amici si sono salvati perché si sono attardati all’esterno. La disperazione dei genitori

02 aprile 2024
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Nuoro «Ythan, Ythan, Ythan», le urla strazianti di Noelia Pisano davanti al corpo del figlio, Ythan Romano, che a 13 anni è morto ieri sera, la sera di Pasquetta, con il suo inseparabile amico Patrick Zola, di 15 anni. I due adolescenti sono stati travolti e uccisi dal crollo del solaio di un rudere nella zona di via Dessanay, un terreno incolto nella periferia della città, davanti all’ingresso dell’oratorio dei Salesiani. Un’area privata, dove i due amici, con un gruppetto di altri ragazzini rimasti incolumi, erano andati a giocare, nella serata grigia di una Pasquetta precipitata nel baratro di una tragedia difficile da raccontare, e ancora meno da mandare giù.

Tutto è successo verso le 19.30, in un’ora in cui i festeggiamenti del lunedì dell’Angelo stavano finendo, il gruppetto di amici era andato in quella casa diroccata bianca, già mezzo crollata, e che, come tutte le case diroccate, attira i ragazzini della zona. Abitano non lontani, Ythan e Patrick, chissà quante altre volte si erano spinti a esplorare quel rudere abbandonato sul terreno che resta sopraelevato rispetto al piano strada. Abbandonato e pericoloso, una categoria che a 13, 14 anni non esiste. Ythan e Patrick sono entrati, gli altri amici si sono attardati e questo ha salvato loro la vita: improvvisamente il solaio che divideva il piano terra dal primo è crollato addosso ai due ragazzi, portandosi addosso quello che restava di due muri perimetrali.

Gli altri hanno capito subito, qualcuno di loro sotto schock ha chiamato il 118, qualcun altro è corso a casa di Ythan: non è lontana, si vede dal terreno. I genitori si sono catapultati fuori, qualcuno ha avvisato il 118 e si sono attivati i vigili del fuoco, che sono vicinissimi e in un attimo sono arrivati davanti alla casa. E alla tragedia: due ragazzini, morti, sotto le macerie, con il pericolo di altri crolli.

Le dimensioni di un disastro terribile, quattro genitori lacerati da una dolore indescrivibile, gli amici attoniti: una scena straziante. In pochi minuti sono arrivate tante ambulanze del 118, gli agenti della Squadra mobile della Questura, i carabinieri, ma per i due adolescenti non c’era davvero più nulla da fare. I lampeggianti, la notte squarciata dalle urla dei familiari dei ragazzi, i vigili del fuoco, coordinati dal funzionario Francesco Giordano, hanno lavorato intanto per mettere in sicurezza il rudere e per estrarre da sotto le macerie i corpi di Ythan e Patrick. E hanno controllato con attenzione che nessun altro ragazzo fosse rimasto coinvolto o ferito.

Tutt’attorno, una Nuoro catapultata in una tragedia che ha cancellato la festa: tanti amici e parenti delle giovani vittime, sono arrivati per sostenere i genitori rimasti a lungo ad attendere che le barelle color arancio portassero via i due ragazzi e con loro ogni possibile barlume di serenità futura. Sul posto, anche il sindaco di Nuoro Andrea Soddu e il vice Fabrizio Beccu, il prefetto Giancarlo Dionisi, il questore Alfonso Polverino. Sul luogo è arrivato anche il sostituto procuratore della Repubblica, Riccardo Belfiori. Dovrà stabilire eventuali responsabilità in una tragedia che non ha un perché, se non nella vitalità di un gruppo di ragazzi per i quali, questi pezzi di campagna inseriti nella città, sono un luogo dove cercare avventure, fare qualche selfie, oppure, farne un “covo” per raccontarsi le loro storie, oltre i cellulari, oltre i social. Il terreno, come detto, è privato, così la casa.

Il parroco di San Domenico Savio, don Stefano Paba, aveva più volte segnalato quel rudere che esercitava un’attrazione fortissima nei ragazzini, e che poteva essere pericoloso. Ancora a tarda sera non si era riusciti a capire a chi appartengano terreno e casa. Lo farà la magistratura, per capire anche se ci siano responsabilità. Ieri notte restavano le urla, strazianti, una lama nel cuore, laceranti più dei lampeggianti, della madre di Ythan.

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