Omicidio Pireddu, l’attenzione degli inquirenti sulla situazione economica della vittima: cosa sappiamo
Fissata la data dei funerali dell’operaio 38enne freddato sull’uscio di casa
Inviato a Orani A 72 ore dall’agguato di corso Italia, il mistero intorno all’omicidio di Tonino Pireddu, l’operaio 38enne freddato sull’uscio di casa nel buio della tarda serata di mercoledì, si fa meno fitto per gli inquirenti impegnati nelle indagini. Nonostante Tonino Pireddu avesse la fedina penale pulita, infatti, i carabinieri del comando provinciale di Nuoro sono impegnati a scavare nel recente passato dell’operaio, soprattutto nella vita lavorativa e nelle trame del suo grande hobby: la caccia.
Secondo quanto emerso nelle ultime ore anche tra le vie di Orani, infatti, Tonino Pireddu oltre alla sua attività di operaio nella ditta Siat installazioni, aveva appena avviato in proprio un lavoro come promotore finanziario. Una continua ricerca di guadagni, quindi, che al di là della sua fama di onesto lavoratore, come è stato più volte descritto anche dai suoi stessi compaesani, potrebbe essere collegata a delle carte in queste ore al vaglio degli inquirenti.
La lente, secondo quanto emerso, sarebbe puntata anche su un avviso di precetto recapitato non molto tempo fa a casa del 38 enne, da uno studio legale della Toscana. L’avviso, secondo quanto trapelato, riguardava la richiesta di restituzione di circa 150mila euro dovuta alla revoca di un mutuo fondiario contratto con un istituto bancario. Il mutuo, del quale Tonino Pireddu, come risulta dalle carte, aveva saldato appena il 10 percento, era stato richiesto per l’acquisto di alcuni immobili nella marina di San Teodoro. Alla luce di quanto emerso, dunque, gli inquirenti non escludono che il movente dell’omicidio possa essere legato alla pista dei presunti debiti maturati.
Proprio a causa di un momento di particolare difficoltà economica, infatti, Pireddu potrebbe aver chiesto dei soldi in prestito a qualcuno di sbagliato e senza tanti scrupoli. Al netto di questo, però, considerato che l’operaio risultava incensurato e scollegato, anche sul piano delle parentele, dai recenti fatti criminosi che hanno riguardato il paese, l’unica traccia da seguire sulla scena del crimine restano quelle ombre nere sull’asfalto delle due auto date alle fiamme lo scorso dicembre difronte all’ingresso di casa della vittima. Un avvertimento inspiegabile, anche allora, per gli stessi oranesi, ma intorno al quale gli inquirenti stanno cercando dei collegamenti utili al ritrovamento del killer scomparso nel nulla immediatamente dopo l’agguato.
Qui ad Orani la gente lo ripete di continuo: «Tonino Pireddu era un uomo tutto casa e lavoro. Usciva poco o nulla. Era amante della caccia e degli animali». Parole confermate anche dal sindaco Marco Ziranu che ha più volte sottolineato la grande sensibilità del suo compaesano. Ma è anche tra gli scenari delle battute di caccia della domenica, che gli inquirenti cercano ulteriori tracce utili alle indagini. Elementi ricercati anche tra le voci che si rincorrono nei vicoli del paese e che parlano di alcune discussioni particolarmente accese che sarebbero avvenute tra Tonino Pireddu e degli altri soggetti.
L’oggetto del contendere sarebbero stati furti e sparizioni di cani da caccia, fatti presumibilmente verificatisi nelle campagne non lontane da Orani, dove Tonino Pireddu metteva in pratica la sua più grande passione. Nella tarda serata di ieri, intanto, l’autopsia eseguita a Cagliari dal medico legale Roberto Demontis, su incarico del sostituto procuratore Riccardo Belfiori, a capo delle indagini, ha confermato quanto già emerso negli istanti immediatamente successivi all’omicidio. A uccidere Tonino Pireddu è stata un’unica fucilata esplosa all’altezza delle spalle da una distanza non superiore ai sei metri. L’arma utilizzata per il delitto, presumibilmente un fucile da caccia, sarà meglio censita nelle prossime ore, dopo le perizie balistiche. I funerali si terranno oggi 21 febbraio alle 15:30 nella chiesa di Sant’Andrea a Orani. © RIPRODUZIONE RISERVATA
