Aumentano le morti delle tartarughe nei mari della Sardegna: ecco le cause
Il reparto base navale del Corpo forestale ritiene che la colpa sia imputabile all’uomo
Arbatax Troppa plastica nei mari, troppe reti abbandonate ma anche un traffico diportistico consistente. Sono le cause che sempre più provocano la morte delle tartarughe marine o che le mettono in gravi difficoltà. Lo ritiene il reparto della Base navale del Corpo forestale di Arbatax e le stazioni forestali costiere del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, negli ultimi periodi particolarmente impegnati per i tanti avvistamenti lungo le coste ogliastrine di tartarughe marine in difficoltà. Gli animali feriti vengono ricoverati all’Istituto Zooprofilattico sperimentale di Tortolì dove ricevono le prime cure dalla veterinaria, Piera Angela Cabras. Come previsto dal protocollo della Rete regionale per la conservazione della fauna marina, sempre più spesso gli esemplari feriti sono portati al Centro di recupero del Sinis (CreS), specializzato nella cura della fauna marina. La conclusione degli accertamenti svolti dal personale della Base logistico operativa del Corpo forestale di Arbatax sui troppi decessi delle tartarughe, ha portato a capire che le cause nella maggior parte dei casi siano da imputare all’attività umana. La presenza della plastica innanzitutto: le tartarughe la scambiano per piccoli molluschi e la ingoiano. I frammenti si accumulano nello stomaco con effetti deleteri, anche estremi. I rinvenimenti e le segnalazioni confermano l’incremento della presenza e del transito delle tartarughe nei mari della Sardegna, favorito dal cambiamento climatico che spinge questa specie a frequentare il Mediterraneo settentrionale. Il Corpo forestale, sempre più impegnato nella prevenzione dei danni agli ecosistemi marini, auspica una forte presa di coscienza per la cura e la tutela dell’ambiente in generale e, nello specifico, della fauna marina. Comportamenti scorretti, riferiti all’abbandono di rifiuti e di materiale plastico negli ambiti costieri, sono sempre più spesso segnalati attraverso il numero verde 1515, che opera un pronto intervento per salvare questi preziosi animali.