Sorgono, laboratorio di una sanità possibile con i medici cubani
Proposta del Comitato sos Barbagia Mandrolisai, può rilanciare l’ospedale San Camillo
Sorgono Il centro del Mandrolisai si candida al ruolo di laboratorio di una sanità territoriale possibile, per fare in modo che intere comunità non perdano il diritto alle cure. Una possibilità potrebbe essere data dall’inserimento di medici cubani, che riuscirebbero a garantire la funzionalità di un ospedale strategico per un territorio vasto e penalizzato da strade e collegamenti non efficaci. La proposta è emersa sabato nel corso dell’incontro promosso nel Teatro comunale di Sorgono dal Comitato sos Barbagia Mandrolisai, che rappresenta 14 paesi del circondario. L’ha illustrata Pino Scarpelli, Associazione Italia–Cuba, che ha raccontato l’esperienza calabrese: centinaia di medici cubani hanno permesso di tenere aperti reparti e ridurre la migrazione sanitaria, soprattutto nelle aree interne. Per cambiare il destino del San Camillo basterebbe l’inserimento di 8–10 medici strutturati in più, insieme al personale infermieristico. Questo ne restituirebbe l’efficienza, garantirebbe il diritto alla salute e potrebbe anche diventare un modello per tanti ospedali minori e futuri ospedali di comunità in Sardegna. La riunione è stata coordinata da Gianfranca Salvai (del Comitato Sos Barbagia Mandrolisai) e Antonello Delogu, responsabile comunicazione del Coordinamento dei comitati sardi per la sanità pubblica. In apertura sono intervenuti Bachis Cadau e Piero Manca, componenti del Comitato. Hanno richiamato richiamato l’articolo 32 della Costituzione sulla tutela della salute come diritto fondamentale, ricordando come pochi medici in più possano decidere la sopravvivenza del San Camillo e della sanità nel Mandrolisai, in un momento in cui la carenza dei medici di base e dei pediatri costituisce un impedimento al diritto alla salute. Erano presenti i consiglieri regionali Giuseppino Canu (Sinistra futura, primo firmatario dell’Ordine del giorno 50/XVII presentato in Consiglio regionale), Antonio Solinas (Pd) e Salvatore Cau (Orizzonte comune), disponibili a portare avanti l’iter dell’ordine del giorno fino a un impegno concreto della Giunta per accordi quadro sull’arrivo di medici e infermieri stranieri. È intervenuto in collegamento da remoto anche Sergio Loi, delegato della direzione regionale del Partito democratico, portando il sostegno politico all’iniziativa. Per il Coordinamento dei comitati sardi per la salute, intervenuti il coordinatore Alessandro Rosas e il dottor Francesco Carta di Medicina democratica, che ha inquadrato il tema nella crisi complessiva del Servizio sanitario regionale. Per il Coordinamento dei comitati, che riunisce comitati e associazioni da tutta l’isola, è certo positiva l’assunzione degli impegni, ma è arrivato il momento di passare ai fatti concreti. Nello spcifico, si chiede una delibera di giunta che dia attuazio, un tavolo tecnico con priorità alle zone interne, un accordo quadro pubblico, trasparente e monitorabile che dia risposte all’irrinunciabile diritto alla salute anche per le zone interne.
