Nuovo incendio nel Cpr di Macomer, il Siulp: «I poliziotti non possono essere lasciati soli»
Le fiamme sono state appiccate ieri in uno dei blocchi della struttura. Il sindacato chiede rinforzi
Macomer Un nuovo incendio è stato appiccato domenica 12 luglio all’interno di uno dei blocchi del Centro di permanenza per i rimpatri di Macomer, provocando momenti di forte tensione e mettendo a rischio l’incolumità delle persone presenti nella struttura.
A denunciarlo è il Siulp Sardegna, che richiama l’attenzione sulle condizioni in cui lavorano gli agenti di polizia impiegati nel centro. Una parte del Cpr, ricorda il sindacato, è già inutilizzabile a causa di un precedente incendio: una situazione che riduce gli spazi disponibili e rende più complessa la gestione quotidiana e la sicurezza operativa.
Secondo il Siulp, l’intervento del personale ha permesso di affrontare l’emergenza ed evitare conseguenze più gravi. Il sindacato sottolinea la professionalità degli agenti, chiamati a operare in un contesto segnato da tensioni e criticità imprevedibili, tutelando sia il personale sia le persone trattenute nel centro.
La segreteria regionale ritiene però che episodi di questo tipo non possano essere considerati una normale conseguenza della gestione dei Cpr. Incendi, danneggiamenti e atti di violenza, sostiene il sindacato, espongono gli operatori a rischi concreti e comportano un impiego straordinario di personale e risorse.
Da qui la richiesta alla politica nazionale e regionale di superare la gestione emergenziale e adottare misure strutturali. Il Siulp sollecita interventi normativi per semplificare le procedure operative, investimenti destinati alla sicurezza e alla piena funzionalità degli edifici, rinforzi di personale e strumenti adeguati alle esigenze del servizio.
«La sicurezza del Paese passa anche attraverso la tutela di chi la garantisce ogni giorno», afferma il sindacato, che chiede alle istituzioni di assumere decisioni concrete per assicurare agli agenti condizioni di lavoro adeguate.
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