Altre tre isole protette dall’area marina

I laboratori naturali di Cavalli, Piana e Reulino concessi in comodato dalla Regione all’Amp Tavolara

di Alessandro Pirina

OLBIA.. L’Area marina protetta di Tavolara espande il suo dominio su altre tre isole. La Regione ha ceduto all’area marina protetta in comodato d’uso trentennale l'Isola Piana, Cavalli e Reulino.

La richiesta dell’ente guidato da Augusto Navone era datata 19 settembre 2010, ma da Cagliari l’ok è arrivato poche settimane fa. A far propendere per il sì Regione e Demanio la presenza nelle tre isole di specie endemiche, animali e vegetali, rare o in via di estinzione.

“La straordinaria ricchezza di questi luoghi, tanto affascinanti quanto abbandonati e in balia del turismo selvaggio – spiega il direttore della Amp, Augusto Navone –, ci ha incoraggiati a inoltrare la richiesta di concessione a uso gratuito delle tre isole, ricadenti all’interno dell’area marina di Tavolara e perfettamente integrabili nei nostri piani di gestione e conservazione”.

Le isole si trovano tutte e tre nella zona C, quella di riserva parziale dell’Amp. La più vicina alla costa è Cavalli, a meno di 500 metri dal porticciolo di Porto San Paolo, mentre Reulino, conosciuto come l’Isolotto rosso, è a 950 metri, e l’Isola Piana, la più grande, a 1200. La fauna delle isole è costituita da rettili e uccelli. Tra i primi, il tarantolino, la lucertola campestre, la lucertola tirrenica, il gongilo. Tra i secondi, invece, sull’Isola Piana è presente una piccola colonia di Phalacrocorax aristotelis desmarestii, sottospecie mediterranea del marangone dal ciuffo.

“Le isole di minori dimensioni – aggiunge Navone – sono state in genere meno soggette all’influenza dell’uomo e risultano attualmente meglio conservate dal punto di vista naturalistico. Sono i luoghi dove è più facile osservare i meccanismi dell’evoluzione, quei continui adattamenti che nel lungo periodo possono addirittura generare nuove specie, nonché i cambiamenti di ordine globale. Rappresentano per la ricerca veri e propri laboratori. Grazie al loro isolamento ospitano molto spesso specie uniche, sia vegetali che animali. Per lo stesso motivo però sono particolarmente vulnerabili e anche piccole variazioni possono gravemente influenzare l’intero ecosistema. Le principali criticità sono date dal calpestio della vegetazione, dall’abbandono di rifiuti, dalla raccolta di specie vegetali e animali e pesca di frodo, dagli ancoraggi su fondi a Posidonia oceanica”.

Ora, con l’innesto delle tre isole nell'Amp, Navone si propone di debellare le criticità attraverso l'eradicazione di specie alloctone animali e vegetali, la realizzazione di percorsi sostenibili, punti di approdo pubblici e di una cartellonistica informativa e descrittiva dagli ambienti da tutelare.

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