La Nuova Sardegna

Olbia

Costruzioni in campagna i dubbi della minoranza

di Serena Lullia
Costruzioni in campagna i dubbi della minoranza

Arzachena, dopo l’ok in commissione urbanistica la delibera arriva in Consiglio La modifica al regolamento edilizio porta a tre ettari il lotto minimo edificabile

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ARZACHENA. La rivoluzione delle campagne arriva in aula. Dopo l'ok della commissione Urbanistica, con l'astensione dei componenti di minoranza, il provvedimento che porta a tre ettari il lotto minimo per costruire nell'agro affronta il dibattito in Consiglio. La delibera che modifica il regolamento edilizio non convince le due opposizioni, Pd e Arzachena concreta.

Le ragioni della maggioranza. Le motivazioni della maggioranza sono note. La giunta guidata da Alberto Ragnedda punta a mettere ordine nelle campagne trasformate in periferie urbane. Oltre 3 mila 500 le ville mascherate da case agricole. Pezzi di città senza reti idriche, fognarie, luce, servizi primari che nel tempo dovranno essere garantiti dal Comune. L'obiettivo del lotto minimo a tre ettari è anche dare dignità e futuro alle vere aziende agricole. «Non siamo una amministrazione che fa scelte pensando alle prossime elezioni – commenta a tale proposito il sindaco –. Noi guardiamo al futuro della comunità, al bene delle nuove generazioni. Con il lotto minimo a tre ettari dettiamo delle norme di salvaguardia che anticipano il Puc. Nella fase successiva, quella della pianificazione, introdurremo delle differenze tra zone agricole, che tengano conto di quelle che sono le aree del territorio più o meno vocate all'agricoltura».

Minoranza d'accordo a metà. Il provvedimento trova solo la parziale condivisione della minoranza. «Non contestiamo il principio generale, cioè il lotto minimo a tre ettari – spiega il vice presidente della commissione Urbanistica, Alberto Azara –. In sede di commissione, insieme al gruppo Arzachena concreta, abbiamo presentato una controproposta, che ovviamente non è passata. La nostra idea era molto semplice. Una zonizzazione delle campagne con indici di edificabilità diversi a seconda delle zone, con la previsione di un lotto minimo anche superiore a tre ettari nelle fasce costiere. L'obiettivo della nostra idea era molto semplice. Distinguere tra zone vive, in cui far sviluppare l'agricoltura, e zone da conservare. Si introduce invece questa modifica al regolamento edilizio senza considerare nemmeno la morfologia del territorio e la sua complessità». Azara ne fa anche un discorso politico, sulla scia di quanto sostenuto dal collega e capogruppo Dem, Fabio Fresi, a proposito delle zone H. «Non ci piace che si proceda a una pianificazione a pezzi, scorporando temi importanti da un discorso generale di programmazione urbanistica che spetta al Puc».

Le nuove regole. Il lotto minimo per costruire in campagna passa da uno a tre ettari. Sarà possibile tirare su una casa annessa all'azienda agricola, ma solo dopo che sarà ultimato il miglioramento fondiario. Se su tre ettari più del 30 per cento è superficie improduttiva, ad esempio rocce, non sarà firmata la concessione edilizia per migliorare il lotto.

Salvi i diritti acquisiti. La regola dei tre ettari sarà adottata a partire da ora. Tutti i progetti presentati sull'agro già presentati, saranno esaminati dall'ufficio tecnico comunale seguendo le vecchie regole.

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