Furti, dieci denunce e bottini recuperati
I carabinieri scoprono gli autori di alcuni colpi. Ma i ladri non si fermano: rubati pochi spiccioli nella scuola di San Giuseppe
TEMPIO. Una decina di soggetti denunciati alla magistratura, per furto o ricettazione, e il recupero di una certa quantità di refurtiva, sono, in estrema sintesi, il bilancio dell’attività investigativa dei carabinieri della Compagnia di Tempio, nel corso di questi primi quattro mesi del 2014 che hanno registrato una recrudescenza dei furti, come forse a Tempio non si era mai verificato. I militari, al comando del capitano Giovanni Bartolacci infatti, anche se la cosa non è stata resa nota, hanno scoperto, gli autori dei colpi del Glimmer Caffè, saccheggiato per ben tre volte. Tutti scoperti, anche gli autori dei furti alla piscina comunale di Vel di Cossu, e al “Centro Fisioterapia Fisio-Group” di Viale Giovanni XXIII. Ma non basta. Hanno recuperato anche preziosi, oggetti di vario valore, cornici, orologi e altro ancora, portato via dalle abitazioni. E inoltre, motozappe, motoseghe, ed altre attrezzature agricole che “i soliti noti”, come ormai vengono indicati in città gli incursori notturni, avevano portato via dalle case di campagna dove il furto è stato scoperto dai proprietari solo con l’arrivo della bella stagione.
Tantissima refurtiva già restituita ai legittimi proprietari, che avevano presentato regolare denuncia. Gli indagati invece, a parte qualcuno, arrestato in flagranza di reato e accusato quindi anche per furto, sono stati denunciati per ricettazione. «La somma delle denunce - spiega un inquirente -, prima o poi porterà anche all’emissione di provvedimenti giudiziari d’arresto». La recrudescenza dei furti, la poca appariscenza dei risultati e l’impunibilità che alla volte sembra aleggiare su alcuni, sta creando in città reazioni sicuramente da respingere. Quella più evidente è la decisione di non denunciare il furto. «Per sfiducia nelle istituzioni e per non avere fastidi», dichiarano alcune delle vittime. Un atteggiamento pernicioso, dicono i carabinieri. Secondo i quali, denunciare, significa invece, fornire agli inquirenti una serie di dati che, raffrontati con altre denunce, darebbero loro ulteriori elementi per le indagini. Significa anche poter rientrare più facilmente in possesso dei propri oggetti che diversamente dovrebbe essere restituiti agli indagati, nel caso non si ritrovasse il vero proprietario. Diversa merce che non compare nell’elenco di oggetti rubati, purtroppo, giace senza padrone nella caserma di Viale don Sturzo. Ancor più pericolosa la seconda reazione che starebbe portando, alcuni cittadini a creare in città, in gran segreto, delle “Ronde private” di sorveglianza, per una sorta di “giustizia fai da te”. Un’iniziativa pericolosissima, da impedire ad ogni costo. Nonostante l’impegno dei carabinieri, la cronaca porta infine a riferire dell’ultima “spaccata” ai danni, ancora una volta, della scuola di San Giuseppe, nella notte fra domenica e lunedì. Gli spiccioli della macchina del caffè, sono il magro bottino.
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