La Nuova Sardegna

Olbia

Bimba uccisa davanti al market l’investitore patteggia la pena

di Giampiero Cocco
Bimba uccisa davanti al market l’investitore patteggia la pena

Arzachena: al 43enne Francesco Giagoni undici mesi di reclusione sospesi con la condizionale L’uomo risarcirà i familiari della piccola, travolta nel viale Costa Smeralda l’11 gennaio 2011

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ARZACHENA. Il dolore dei genitori per la perdita di Giulia Venuti, la bimba di cinque anni travolta e uccisa, nel gennaio del 2011, da un’auto davanti al market di Arzachena resta incolmabile. Ieri, a Tempio, si è intanto aperto e concluso, con un rito abbreviato, il processo che vedeva indagato per omicidio colposo Francesco Giagoni, 43 anni di Arzachena, l’automobilista che guidava la Citroen che investì quella bimba.

l’uomo, assistito dagli avvocati Edvige Baldino e Giovanni Maria Poggi ha patteggiato undici mesi di reclusione con il giudice Vincenzo Cristiano, il quale, accogliendo le istanze della parte civile (i genitori della bimba erano assistiti dagli avvocati Gerolamo Orecchioni e Giovanni Azzena) ha disposto che l’automobilista versi ai familiari una provvisionale di 15 mila euro, mentre gli altri danni saranno quantificati e risarciti con una successiva azione civile, già avviata.

La tragedia accadde l'11 gennaio del 2011 ad Arzachena, sulla statale che attraversa in due il centro gallurese.

Sonia Brinchia, madre della bimba, aveva appena lasciato il supermercato Despar, all'ingresso del paese, dove con la piccola Giulia era andata a far spese. Dall'altra parte della strada gli altri familiari attendevano in auto: il padre Checco Venuti, impiegato e il fratellino di Giulia, che all’epoca aveva appena 3 anni.

La bimba sfuggi al controllo della mamma ma fatti pochi passi sul viale Costa Smeralda un'auto che dal viale stava per svoltare a sinistra la travolse. Francesco Giagoni, alla guida della sua Citroen C3, aveva tentato una diperata manovra e una impossibile frenata. Giulia cadde a terra, battento violentemente la testa sull’asfalto, perse conoscenza e così resto, in una dolorosissima agonia, per tre giorni.

I familiari, quando i sanitari del Santissima Annnunziata di Sassari (dove la bimba venne ricoverata in rianimazione) diedero loro l’annuncio del decesso, non esitarono un’istante a decidere l’ultimo ed encomiabile atto d’amore verso la loro figlia con un gesto di altruismo, autorizzando il trapianto degli organi che ora consentono ad altri bimbi di poter vivere un’esistenza più serena, grazie al sacrificio di quel piccolo angelo volato in cielo. La morte della bimba aveva commosso l’intera comunità di Arzachena, che si era stretta attorno ai familiari i quali, per i funerali, chiesero di devolvere le somme destinate ai fiori alla associazione di volontarioato «Agosto ’89», un’ulteriore gesto di solidarietà verso i bisognosi.

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