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Tari, è polemica sugli aumenti

Tari, è polemica sugli aumenti

Palau, il dato certo è che la tassa è più cara. Il 30% rispetto al 2013, il 60% in riferimento al 2012

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PALAU. La fredda matematica dei numeri non si presta a interpretazioni. Che per i cittadini la tassa sui rifiuti in versione Tari sarà più salata del passato, mette d’accordo maggioranza e opposizione. Ciò che le divide è la quantificazione della mazzata. La giunta Pala parla del 30 per cento. La minoranza “Palau in movimento”, calcolatore alla mano, ha dimostrato che gli aumenti per le utenze domestiche schizzano fino al 60 per cento. «L’analisi fatta dal capogruppo Piero Cuccu è vera se rapportata alla Tarsu del 2012 – ribatte Nando Abeltino, assessore alle Finanze –. Ma è del 30 per cento se rapportata alle tariffe Tares in vigore nel 2013».

Esempi a confronto. L’esempio utilizzato da Cuccu prende come riferimento una casa di 134 metri quadri in cui vive una famiglia di tre persone. In base al tariffario 2012 l’aumento del costo per lo smaltimento dei sacchetti è del 59,4 per cento. La spesa da 219 euro passa infatti a 355,1 euro. Meno i 6 euro della riduzione scende a 349. «Ma tra il 2012 e il 2104 c’è il 2013 – aggiunge Abeltino –. E rispetto all'anno scorso la percentuale generalizzata di aumento oscilla tra il 30 e il 35 per cento. La tassa sui rifiuti, negli ultimi tre anni, ha cambiato veste tributaria e la legge ha modificato le basi di calcolo. Nel 2012 la tariffa base Tarsu era di 1,42 euro al metro quadro più il balzello del 15 per cento imposto dallo Stato, che la fece salire a 1,63 euro al metro quadro. Una famiglia di tre persone, con una casa di 134 metri quadri pagava 219 euro. Nel 2013 quella stessa famiglia ne sborsava 258, perché alla Tarsu venne aggiunto un altro balzello statale di 30 centesimi e il costo al metro quadro era salito a 1,93 euro. Per il 2014 la tariffa calcolata sul numero degli utenti e sui metri quadri è di 2,65 euro al metro quadro, per un totale di 349 euro. 355 euro meno i 6 euro previsti dalle agevolazioni. L'aumento rispetto al 2013 pertanto è del 35 per cento».

Aumenti con giustificazione. L’assessore Abeltino ribadisce il motivo degli aumenti. «Abbiamo ereditato una rivalutazione del costo medio del servizio di nettezza urbana svolto dalla Gesenu, 192 mila euro, oltre ai costi aggiuntivi imposti dalla normativa, per un totale di 400 mila euro – spiega –. Siamo stati costretti a ritoccare le tariffe. Abbiamo studiato e applicato la formula migliore per ripartire i costi in forma equa, applicando una serie di agevolazioni ai contribuenti».

Reddito non considerato. La minoranza aveva criticato l’amministrazione perché non aveva previsto delle riduzioni in base al reddito. Un modo per aiutare le famiglie più in difficoltà. «Il meccanismo sarebbe risultato troppo complesso e non avrebbe garantito la possibilità di frazionare il pagamento in quattro rate», ci tiene a precisare Abeltino. (se.lu.)

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