La Nuova Sardegna

Olbia

calangianus

Pienone per il libro di don Inzaina

Il sacerdote ha scritto la storia di Padre Tommaso, ucciso nel 1840

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CALANGIANUS. Grande folla, come ampiamente previsto, per la presentazione del libro di don Giuseppe Inzaina su Padre Tommaso. È come se l’intera comunità avesse voluto ringraziare il proprio concittadino, 90 anni il 24 maggio, per il tempo dedicato e le energie spese per mettere in luce la storia del missionario cappuccino calangianese ucciso il l 5 maggio 1840 nella lontana Damasco. Da Cagliari è arrivato Giovanni Atzori, padre provinciale dei cappuccini di Sardegna e Corsica. Non potevano mancare il vescovo Sebastiano Sanguinetti, il parroco don Umberto Deriu e la giunta comunale con il sindaco Giò Martino Loddo, che ha paragonato don Inzaina «a un minatore che con piccozza e candela va alla ricerca del diamante da intagliare». Il docente Tommaso Panu ha evidenziato che il libro è un «lavoro destinato a non scemare d’interesse in tempi brevi, con una sintesi di una vicenda che ha carattere internazionale e che è un documento prezioso, per i rapporti fra cristiani ed ebrei, per i risvolti nelle diplomazie internazionali influenzate dai rapporti fra massoneria ed ebrei». L’autore ha rivelato le difficoltà della ricerca di documenti spesso secretati. «Mi fu detto in un archivio che questo non è un giallo e che non avrei fatto molta strada. Sono andato avanti perché amo la mia cittadina, la sua comunità, la sua storia, è un contributo ai calangianesi per non restare indifferenti e conservare la nostra identità». Don Gianni Sini ha parlato della eco del delitto nei giornali esteri e italiani del tempo, dei toni aspri usati dalla Civiltà cattolica e ha svelato che con l’autore della prefazione Marcello Stazione ha presentato il libro a Roma il 1° aprile, presente un rappresentante della sinagoga romana. Nell’occasione lo sceneggiatore e regista Luca Guardabascio ha ventilato l’ipotesi di un film sulla vicenda di Padre Tommaso. Sono intervenuti anche Alessandra Tamponi e l’ex senatore Piero Tamponi. Ha concluso l’incontro il vescovo. «Il libro è un contributo per superare le difficoltà, per costruire una vera fraternità e per non erigere barriere».

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