La Nuova Sardegna

Olbia

Cento studenti contro la mafia

di Giuseppe Pulina
Cento studenti contro la mafia

Liceali del Dettori e del De Andrè in viaggio a Cagliari per sostenere Libera

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TEMPIO. Quasi un centinaio e tutti dei licei. Precisamente il “Dettori” e l’artistico “De André”. Questa è stata la composizione dell’allegra pattuglia tempiese che sabato mattina, dopo una levataccia e un viaggio in pullman di quattro ore, ha raggiunto Cagliari, congiungendosi, al molo Ichnusa, ad altri duemila studenti provenienti da tante altre scuole dell’isola.

Tutti nel capoluogo regionale per rispondere all’ennesima chiamata di Libera, l’associazione di don Ciotti contro tutte le mafie che sta conducendo nelle scuole sarde un efficace lavoro di sensibilizzazione. Tra i 2000 studenti convenuti a Cagliari in rappresentanza di 50 istituti superiori sardi, c’erano anche tanti volontari, giocolieri, artisti di strada e musicisti. «Ognuno di noi - racconta Chiara Pesenti, diciassette anni, seconda liceo classico e un’incontenibile passione per le battaglie di Libera - era presente in quel luogo perché aveva qualcosa da trasmettere; tutti erano lì, infatti, per raccontare la propria esperienza di solidarietà e cittadinanza».

Nella delegazione degli studenti tempiesi si sono messi in luce anche i giovanissimi danzatori di un gruppo di ballo guidato da Fabio Pirodda e Paolo Oggiano. Davanti ai loro coetanei, due studenti del “Dettori” hanno illustrato i progetti che, grazie all’associazione Libera”, hanno portato avanti nel corso dell’anno. «Uno di questi progetti - spiega Chiara - è la rappresentazione teatrale dal titolo “La speranza non è in vendita”, realizzata ad aprile al Teatro del Carmine, i cui indiscussi protagonisti altro non erano che i giovani; l’altro, invece, consiste nella creazione, ancora in corso, di una mostra fotografica itinerante, ossia di uno striscione lungo 25 metri in cui saranno esposte 100 foto della manifestazione “Radici di memoria”, frutti d’impegno tenutasi a Tempio il primo di giorno di primavera in memoria delle tante, troppe vittime di mafia».

Dal resoconto dei protagonisti si apprende che non solo testimonianze, ma anche musica, balli e letture hanno animato la mattinata, riscaldando, complici anche insieme i 30 gradi di temperatura, il cuore di molti ragazzi. Unico, ma inevitabile, aspetto negativo, forse, le otto ore di viaggio, quasi il doppio di quelle trascorse a Cagliari. Ma il “sacrificio” della lunga distanza, a giudicare dai commenti positivi dei protagonisti, sembra esserne valso interamente la pena.

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