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Un residente su dieci è utente della biblioteca

L’istituzione comunale compie quattro anni ma vanta già numeri importanti

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LUOGOSANTO. Quattro anni di attività e un pacchetto di servizi sempre più invitante. Sono questi e altri i numeri che documentano il dinamismo della biblioteca comunale di Luogosanto, che conta attualmente 200 utenti, 170 dei quali residenti, per un totale pari a quasi il 10% della popolazione. Aperta al pubblico per una media annua di circa 527 ore, sta diventando un centro di richiamo per i più giovani: se si rivolge ad un target plurigenerazionale di lettori (dai 5 ai 72 anni), l’età media è di 28 anni. Oltre agli utenti, cresce anche la dotazione libraria. Se nel 2010 i documenti catalogati posseduti dalla biblioteca erano 1641, ora sono 3969, più del doppio rispetto a quattro anni fa. Di questi documenti circa 800 sono libri per bambini e ragazzi.

Lusinghieri sono anche i dati relativi ai prestiti. In quattro anni la biblioteca ha dato in prestito 2582 libri, in media 646 ogni anno. Grazie poi alla disponibilità di due postazioni multimediali con accesso gratuito a internet e wi-fi, ha totalizzato 4120 presenze, per una media di 1030 all'anno. Forte di un finanziamento annuo di 15mila euro stanziato dal Comune, la Biblioteca è riuscita a raggiungere già al termine del primo anno i requisiti minimi per accedere ai finanziamenti regionali, che sono spesi regolarmente per l'acquisto di nuovi libri.

Tra gli scaffali si trovano poi tutti i libri scritti da luogosantesi o che riguardano il paese, realizzando anche una piccola sezione distaccata nel municipio. Viaggia anche nella rete e si serve con profitto dei social network, grazie a una newsletter, una pagina del sito comunale e un profilo su Facebook e Anobii creato per pubblicizzare le proprie attività e aggiornare con l'utenza. Ha all’attivo convegni di studio, presentazioni di libri e corsi di formazione.

«Se abbiamo voluto rendere pubblici questi dati – dichiara Riccardo Mura, operatore della biblioteca – non è tanto per sentirci dire che stiamo lavorando bene, ma perché è giusto che gli utenti e i cittadini sappiano che le risorse a disposizione sono spese bene e soprattutto perché credano nella necessità e nell'importanza di questo servizio fondamentale, aiutandoci a farlo crescere nel tempo». (g.pul.)

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