La Nuova Sardegna

Olbia

Una discarica vicina all’aeroporto

Scoperta dalla polizia locale un’area con rifiuti pericolosi accanto al campo nomadi e al depuratore

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OLBIA. Pneumatici usati, paraurti di auto, divani, materassi, sedie, estintori, tosaerba, secchi di plastica, fusti e barattoli di vernice, pezzi di mobili, cisterne, inerti, parti di barca.

Un’enorme, incontrollata discarica. E’ questa via Conca Onica, una stradina alla periferia di Olbia, nella zona del depuratore e del campo nomadi e della pista dell’aeroporto. Duecento metri di asfalto in cui c’è di tutto. «Una bomba ecologica, una delle più pericolose della città» dice Gianni Serra, comandante della polizia locale, dopo aver messo i sigilli all’area, ieri mattina.

Come sia potuta diventare così, quell’area, è per ora un mistero. In tanti l’hanno usata come discarica non autorizzata, anche i primi sospetti - avanzati su Facebook da alcuni consiglieri comunali del centrodestra - si sono concentrati sui rom. Perché ci sono i resti di incendi da cui è stato estratto il rame e, in passato, i vigili del fuoco sarebbero intervenuti più volte per domarli.

«Al momento non abbiamo elementi certi per attribuire responsabilità, che vista la situazione sono penali - spiega Serra -. Possiamo solo dire che, per la presenza di tonnellate di rifiuti e per la loro composizione varia, ci sono più soggetti coinvolti. Il materiale è stato depositato lì in più occasioni».

Risalire all’identità dei colpevoli non sarà facile, ma neppure impossibile. Al momento non ci sono testimonianze: nessuno ha visto nulla, nonostante l’area sia visibile dalla superstrada che porta a Nuoro e, in parte, da quella che porta a Sassari. Anche due fratelli, Gesuino e Giuseppe Addis, che lamentano di essere stati danneggiati dalla presenza del campo nomadi, non hanno fornito elementi utili all’indagine.

Serra confida su alcuni elementi per arrivare a una svolta. «Ci sono molti elettrodomestici, che hanno il codice identificativo: pensiamo di arrivare a chi li ha venduti e, quindi, se ci sono i registri di vendita con la garanzia, a chi li ha comprati. Anche per le vernici, sostanze molto pericolose se abbandonate così, ci sono dei codici: pure in questo caso possiamo arrivare almeno ai commercianti che le hanno vendute».

Insomma, sarà un lavoro lungo e, in questi casi, anche la fortuna può giocare un ruolo attivo.

Nell’attesa, si pone un problema non di poco conto: quello ambientale. Come bonificare quell’area? Come evitare che le vernici e le resine possano danneggiare l’ambiente? Sarà il Comune, probabilmente, a doversi accollare l’onere di ripulire via Conca Onica. «Serviranno migliaia e migliaia di euro,perché il materiale è molto pericoloso» chiarisce Gianni Serra. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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