Murineddu: addio al Pd, partito immaturo
Santa Teresa, l’ex coordinatore va via dopo i congressi e si dimette da capogruppo di maggioranza
SANTA TERESA. Lascia la casa del Pd chiudendo la porta con eleganza. Ma il suo addio fa più rumore di un uscio sbattuto. Angelo Murineddu, ex coordinatore del Partito democratico straccia la tessera dem. Prima scossa dello tsunami politico post congressi. Murineddu non solo è un uomo simbolo del Pd in paese, ma è anche capogruppo della maggioranza Pisciottu. Ruolo a cui ha rinunciato. «Dico addio al Pd, decisione sofferta ma necessaria, augurandomi che questa scelta sia utile per stemperare gli animi nella sezione teresina – spiega in una lettera Murineddu –. L’ultima impresa, in ordine di tempo, in cui il Pd della Gallura si sta cimentando evidenzia quanto l’unità politica tanto invocata dai più, sia ignorata dai pochi che detengono i posti di primo piano nell’organigramma del partito. Antiche rivalità, retaggio di scontri nati sotto altri simboli, sono stati convogliati all’interno del Pd. Ogni tanto scompaiono, per poi riapparire puntualmente, ogni qualvolta ci si appresta ad affrontare un impegno elettorale. E in questo caso le più elementari regole del reciproco rispetto e della tolleranza vengono dimenticate, dividendo gli schieramenti in amici o nemici».
Murineddu non fa sconti. «Nel mio piccolo credo che questa sia la prova di un’immaturità politica che potrà essere superata solo con l’avvento di una nuova generazione – aggiunge –, che non si faccia condizionare dalla storia, ma sia in grado di trarre da essa i giusti insegnamenti, attingendo dal passato quanto di positivo sia stato prodotto. Quando ho aderito al Pd ho avuto l’onore di essere nominato coordinatore del circolo, in un momento di grave difficoltà dovuto a una spaccatura apparentemente insanabile che affliggeva il centro sinistra teresino. Grazie al lavoro, lungo e difficile, svolto da un gruppo di tesserati via via sempre più numeroso, è stato possibile superare rancori e diffidenze, fino al raggiungimento di un successo elettorale senza precedenti».
L’ex coordinatore non nasconde le critiche alle modalità del voto al congresso. «Si è arrivati a far votare gli assenti, con deleghe verbali affidate a parenti e amici tesserati, pur di affermare un’indiscussa superiorità elettorale di un candidato espresso dalla parte forte della sezione – conclude Murineddu –. Mi chiedo se valesse davvero la pena mostrare i muscoli, ricorrendo a metodi di antica memoria e riesumando pratiche improponibili rispetto al nuovo corso che, grazie a Renzi, sta cambiando il Pd». (se.lu.)
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