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Olbia

Readers’corner, festa ed emozioni

Readers’corner, festa ed emozioni

Gli alunni del De Andrè raccontano l’arte celebrando l’importanza della lettura

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TEMPIO. È stata una grande festa. Colorata, partecipata ed emozionante. Vedere decine di studenti cimentarsi nella lettura teatrale di brani che raccontano la vita di alcuni dei nomi che hanno fatto la storia dell’arte non è cosa di tutti i giorni. È quanto è accaduto con “Readers’ corner”, una delle manifestazioni della rassegna nazionale “Libriamoci” che ha avuto il suo degno scenario a Tempio. Ad occuparsene non potevano essere che loro: i ragazzi dell’Artistico “De André”, ai quali è bastato, come avviene sempre in questi casi, l’incoraggiamento iniziale e il supporto degli insegnanti. In particolare dei professori Daniele Castangia e Sara Puggioni, che nel progetto hanno riversato molte energie.

E così, grazie agli studenti dell’Artistico, Tempio, come tante altre piazze italiane, ha reso onore a una manifestazione culturale inventata con lo scopo di promuovere la lettura. La gaia creatività dei ragazzi del “De André”, complice anche l’ultimo bagliore di sole autunnale, è stata tale da trasformare la giornata di ieri in una piccola appendice primaverile. Si può fare primavera con i fiori che sbocciano e con il ritorno delle rondini, ma anche con la freschezza dell’arte. Per non mancare l’obiettivo, gli studenti dell’Artistico hanno fatto uso di più espressioni artistiche. Ballo, poesia, musica e pittura hanno dato corpo ad un superbo tributo alla bellezza dell’arte. Perché, come hanno appreso i protagonisti della giornata, l’arte che cerca la bellezza sa essere anche bella. Nel canovaccio dello spettacolo, inscenato in tre diversi spazi del centro urbano (piazza Gallura, piazza d’Italia e chiostro degli Scolopi), sono finiti brani di lettere, diari, biografie e autobiografie. Forme varie di scrittura aventi come comune denominatore l’arte. Sono state lette pagine tratte dai "Quaderni dal carcere" di Gramsci, il filosofo sardo antifascista che ha sempre guardato con attenzione al mondo dell’arte; e sono state interpretate pagine di Tabucchi, Campana e Marguerite Yourcenar, per dimostrare che il connubio tra letteratura e arte è più stretto di quanto si possa a volte credere. Ma è stata data anche la parola agli artisti che si sono autobiograficamente raccontati, rivelando in pubblico quella carica di tormenti (è il caso di Munch, ad esempio) da cui si genera l’arte che li ha resi celebri. Tra le artiste celebrate non poteva mancare Frida Kahlo, il cui ricordo, toccante e intenso, ha chiuso la manifestazione. Archiviata l’edizione 2014, al cui buon esito hanno generosamente contribuito Alessandro Achenza e Fulvio Accogli, c’è già chi pensa alla prossima. Un’idea da prendere in esame potrebbe essere quella di coinvolgere, sotto la supervisione dell’Artistico, anche le altre scuole della città. In questo modo l'arte potrebbe sprigionare tutta la sua forza di aggregazione, e la festa sarà ancora più grande. (g.pu.)

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