Pranzo tra reclusi e liberi cittadini

Tutti allo stesso tavolo per parlare di idee e progetti sulla giustizia riparativa

TEMPIO. Tempio, con la sua Casa di reclusione di Nuchis, è stata ieri l’unica città in Italia, ad aderire all’invito del Forum Europeo per la Giustizia riparativa, ad organizzare un “Pranzo riparativo”. Un incontro conviviale cioè, fatto fuori dal carcere ma anche con la presenza di ospiti della Casa di reclusione, durante il quale autorità e gente comune hanno condiviso amichevolmente a tavola, i progetti e le idee sulla “Giustizia riparativa”.

Una istituzione già operante in molti altri Paesi, contenuta nei principi base della Nazioni Unite, sollecitata più volte dal Consiglio d’Europa, non “applicata “invece, nel nostro Paese, dove, (a parte l’adozione, alcune volte, nei tribunali per i minori), ci si è limitati a farne solo oggetto di dibattitti. Applicazione invece che potrebbe avvenire nel carcere di Nuchis dove stanno germogliando tutti i presupposti per la creazione di una Comunità di Giustizia riparativa. Il “Pranzo riparativo”, svoltosi mercoledì nella Palazzina comando, per la disponibilità anche della Proloco e dei Fidali del 70, è uno dei tanti germogli che concorreranno a rendere possibile anche qui l’applicazione della “Giustizia riparativa”. Un atto che non è fine a se stesso per imporre al colpevole di riparare in qualche modo, ma opera per il recupero e la riabilitazione dello stesso, creando “tra vittima “ e carnefice” un rapporto non più conflittuale. Temi difficili da accettare che a Nuchis però hanno cominciato ad attecchire. Come alcuni mesi fa quando, “vittime” e “carnefici”(tutti volontari, da una parte e dall’altra), nell’ambito del progetto “Sicomoro”, si sono incontranti in carcere per settimane. Studiandosi prima, confrontandosi, conoscendosi e finendo poi con lo stimarsi reciprocamente nella consapevolezza piena della validità morale e sociale di quanto stava accedendo. Su questo ed altro ci si è confrontati al Pranzo riparativo, L’iniziativa attuata grazie alla mente aperta della direttrice Carla Ciavarella che dirige, dall’alto della sua esperienza anche internazionale, la struttura di Nuchis e grazie alla professoressa Patrizia Patrizi, che sta portando avanti per L’università di Sassari, un progetto sull’argomento rientrava all’interno della settimana Internazionale della “Giustizia riparativa” organizzata, in tutta Europa, dal 16 al 23 dal Forum Europeo per la Giustizia Riparativa. (a.m.)

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