La Nuova Sardegna

Olbia

L’assessore ai medici: «Meno prescrizioni di esami e di farmaci»

L’assessore ai medici: «Meno prescrizioni di esami e di farmaci»

L’appello di Luigi Arru a un seminario organizzato dalla Asl La Regione punta sulla sanità economicamente sostenibile

24 novembre 2015
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OLBIA. Il primo appello lanciato agli operatori sanitari è stato quello di «aprirsi all’innovazione per garantire una migliore assistenza e di abbandonare i vecchi modelli ormai superati». È partito da qui l’assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, per parlare di “appropriatezza prescrittiva nell’imaging e nel laboratorio” di fronte a più di 200 specialisti. E in quest’occasione (l’incontro si è tenuto al museo archeologico) ha annunciato l’istituzione di un tavolo di lavoro regionale con rappresentanti di diversi ospedali (tra cui Vincenzo Bifulco, primario della Radiologia di Olbia) dedicato al progetto dell’appropriatezza prescrittiva. Ovvero: meno esami diagnostici inutili e a volte “dannosi”, meno farmaci e meno esami di laboratorio. «Prepareremo le linee guida per allinearci alle regioni più virtuose - ha detto Arru - e per determinare un cambiamento culturale che si può ottenere solo attraverso i percorsi innovativi». Uno di questi è la Slow Machine: una società scientifica che, per prima, ha introdotto il termine di appropriatezza prescrittiva.

La Regione ha siglato, nel giugno 2015,un protocollo d'intesa con Slow Medicine per promuovere l'avvio, negli ospedali e nelle organizzazioni territoriali, di iniziative finalizzate alla promozione della salute, con particolare riferimento ai princìpi della società scientifica. «Princìpi - ha ribadito Arru - che saranno di supporto anche nello sviluppo dei programmi regionali e locali». «Fare di più, non sempre significa fare una sanità migliore, soprattutto per la salute dei pazienti ma anche per la sostenibilità economica e ambientale - ha detto Sandra Vernero, presidente dell'associazione “Slow Medicine” -. La nostra idea, lo ripeto, è quella di lavorare tutti insieme per raggiungere un cambiamento culturale».

E poi i numeri. «I dati a nostra disposizione - ha ricordato Vincenzo Bifulco, che ha organizzato il convegno - dimostrano come in Italia percentuali rilevanti di esami, che vanno dal 20 al 40%, vengano richiesti in modo inappropriato, ovvero senza corrette motivazioni o senza effettiva utilità per il paziente. Ecco perché si deve scegliere in modo accurato la metodica strumentale, il farmaco o l’indagine di laboratorio, al fine di raggiungere una diagnosi di certezza con il minor “danno” al paziente e col maggior risparmio della spesa». L’incontro svolto al museo archeologico, rientra nel ciclo di riunioni e dibattiti organizzati dalla Asl di Olbia nel mese dell’appropriatezza prescrittiva.(s.p.)

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