La Port Authority: «Ente in buona salute»

In una nota si ridimensiona l’emergenza riscossioni: «Scostamenti dovuti alle rateizzazioni»

OLBIA. L'Autorità portuale del nord Sardegna ridimensiona l'emergenza riscossioni come viene tracciata dalla relazione della Corte dei Conti. Con una nota stampa chiarisce come lo scostamento tra "l'accertato" ed "il riscosso" sia ben più contenuto da quanto rappresentato dal principale organismo della giurisdizione contabile. «Quanto rilevato relativamente allo scostamento, infatti, è semplicemente imputabile alla richiesta di rateizzazione, da parte dei concessionari, dei canoni demaniali marittimi - spiegano dall'ente -. Una procedura prevista dal regolamento interno dell'Autorità portuale elaborato e studiato, appunto, per ridurre al minimo l'insuccesso della riscossione. Ed è grazie a questa procedura che l'ente ha potuto raggiungere un livello di riscossione pari all'80 per cento».

La Corte dei Conti, sulla base dei documenti forniti dall'ente, aveva evidenziato come "a causa della persistenza della crisi economica che si è registrata negli ultimi anni nei porti della circoscrizione, si evidenziano scostamenti significativi tra i canoni richiesti e quelli pagati, soprattutto nei porti di Olbia e Golfo Aranci».

Nel 2014 la riscossione, come indicato nella relazione della Corte dei Conti, è stata pari al 33 per cento, e nel 2015 è salita fino al 79 per cento. La Corte sottolinea l'importanza del ricorso a Equitalia, a cui l'Autorità portuale si è rivolta per la riscossione coattiva dei canoni demaniali. «Con Equitalia questa Autorità portuale non ha sottoscritto né ha intenzione di sottoscrivere alcun accordo - spiegano dagli uffici dell'Isola Bianca -. È prassi consolidata, ancora prima della cessione del credito a soggetti esterni, attivare tutte le procedure stabilite per legge, quali l'indennizzo con maggiorazione del canone del 200 per cento, l'attivazione del fermo amministrativo, la segnalazione alla Capitaneria di porto per occupazione senza titolo e successivo recupero degli indennizzi».

«Per il 2014, si segnala un'imprecisione della Corte dei Conti nell'elaborazione della relazione annuale, refuso per il quale l'Autorità portuale ha già inviato segnalazione - spiega la nota -. Nel 2014, infatti, le entrate accertate corrispondevano ad euro 5.787.928,18 a fronte di un riscosso pari ad euro 3.643.369,01 e non, come riportato nella relazione, pari a euro 1.900.000 euro». «Contrariamente a quanto emerge l'ente versa stato di salute - spiega Pietro Preziosi, commissario straordinario -. Grazie soprattutto ai nostri concessionari che, non solo non sono evasori o cattivi pagatori, ma, nonostante le difficoltà economiche dovute alla crisi, hanno onorato e continuano ad onorare puntualmente quanto dovuto». (g.mele)

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