Gallura da Valorizzare parla di ambiente con gli studenti

TEMPIO. E la prima è andata. Il debutto di “Gallura da Valorizzare” nel suo tour esplorativo e formativo dedicato alle scuole del territorio è stato positivo. Un gruppo di circa 150 studenti delle...

TEMPIO. E la prima è andata. Il debutto di “Gallura da Valorizzare” nel suo tour esplorativo e formativo dedicato alle scuole del territorio è stato positivo.

Un gruppo di circa 150 studenti delle terze classi del “Dettori” ha seguito ieri la lezione speciale che gli esperti dell’associazione hanno tenuto appositamente per loro. Tutto questo all’interno del progetto di alternanza scuola/lavoro che è diventato ormai legge per le scuole.

Che cosa c’è di meglio allora del coniugare il dovere con qualcosa che può rivelarsi piacevole? Ecco così l’idea del liceo e di GdV per una lezione in aula magna che si completerà in primavera con un’escursione sul monte Limbara.

Presentata dalla ds del liceo, Francesca Currò, e dal referente del progetto, Pier Paolo Cecchini, come un’iniziativa che mira a dare input all’orientamento per scelte future, la lezione degli esperti di GdV ha avuto per protagonista la montagna gallurese.

Presentati dal presidente dell’associazione, Fabrizio Carta, hanno preso uno alla volta la parola i tre esperti: l’urbanista Leonardo Lutzoni, il botanico Alessandro Ruggero e il geometra Massimo Michele Serra. Lutzoni ha invitato gli studenti a riconsiderare il valore del vecchio mondo degli stazzi. «Si pensi a Luogosanto e a quelli che vengono chiamati neostazzisti, persone che hanno scelto di abitare nei vecchi stazzi. E si pensi anche – ha detto l’urbanista – a quella montagna avanguardista che è il Limbara che, se ben conosciuta, potrà generare nuove forme di sviluppo».

Ruggero ha invece richiamato l’attenzione sulle tante peculiarità del Limbara, dimostrando ai ragazzi la grande mole di lavoro che deve essere ancora fatto.

«Se andate su internet e cercate la voce escursionismo in Sardegna, vedrete che non compare il Limbara, e questo perché si pagano errori del passato, come l’eccessivo campanilismo dei Comuni».

Al geometra Massimo Serra è toccato il compito di presentare un esempio di bioarchitettura inseribile in un contesto ambientale. Una struttura ecocompatibile perché fatta di legno, utilizzabile come torre d’avvistamento per gli incendi, ma anche come postazione panoramica per il birdwatching. (g.pu.)

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