Campagne assetate e diga del Liscia semivuota
Tutti i dati diffusi dalle maggiori istituzioni di monitoraggio sull’andamento climatico sono concordi nel definire l’annata in corso come una delle più siccitose dell’ultimo secolo: l’estate 2017 è...
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Tutti i dati diffusi dalle maggiori istituzioni di monitoraggio sull’andamento climatico sono concordi nel definire l’annata in corso come una delle più siccitose dell’ultimo secolo: l’estate 2017 è risultata la più torrida dal 1800, dopo quella del 2003. Il caldo che ha soffocato l’Italia non ha risparmiato né la Sardegna né la Gallura dove, secondo i dati diffusi del Distretto Idrografico della Sardegna, i livelli d’acqua presenti all’interno della diga del Liscia si sono drammaticamente ridotti e non fanno ben sperare per la prossima stagione irrigua che rischia di non poter essere garantita. L’ultimo dato aggiornato al 30 settembre parla di 54 per cento di acqua invasata, a fine agosto era al 50 per cento.
Le riserve sono a un costante livello di pericolo per la continuità delle coltivazioni. Il Consiglio di amministrazione del Consorzio di bonifica della Gallura si è vista costretta anche a chiudere in anticipo la stagione irrigua. Già all’inizio della stagione estiva, erano state adottate delle restrizioni nell’erogazione per garantire a tutti i consorziati di portare a termine i cicli produttivi. La scarsità delle piogge e il prolungarsi della stagione calda hanno pregiudicato le produzioni delle colture estive e stanno compromettendo l’avvio delle colture invernali, danneggiando ulteriormente il comparto agricolo già fortemente penalizzato.
Le riserve sono a un costante livello di pericolo per la continuità delle coltivazioni. Il Consiglio di amministrazione del Consorzio di bonifica della Gallura si è vista costretta anche a chiudere in anticipo la stagione irrigua. Già all’inizio della stagione estiva, erano state adottate delle restrizioni nell’erogazione per garantire a tutti i consorziati di portare a termine i cicli produttivi. La scarsità delle piogge e il prolungarsi della stagione calda hanno pregiudicato le produzioni delle colture estive e stanno compromettendo l’avvio delle colture invernali, danneggiando ulteriormente il comparto agricolo già fortemente penalizzato.
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