Acqua potabile, un miraggio i disagi durano da tre anni
di Angelo Mavuli
Il comitato “Essere Cittadini” parla ancora una volta dell’emergenza senza fine Lettera all’amministratore unico di Abbanoa: «Si intervenga al più presto»
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TEMPIO. Da quasi tre anni i quasi 14mila abitanti di Tempio sono privi di acqua potabile e continuano a sopportare danni enormi. In più, e questo accade dal 25 gennaio del 21016, la città è peridicamente falcidianata da una serie di fake news, anche istituzionali, che danno come inninente, per esempio la fine del disservizio, l’allaccio del deposito cittadini alla diga di Monte di Deu per affrancarci dalle acque giallastre del Lerno, o la realizzazione di un super tecnologico deposito che solo in partole e in chiacchiere ha soperaro cifre iperboliche senza che invece si sia mossa una foglia». Parole, queste, che arrivano da Paolo Sanna, presidente del Comitato civico essere cittadini, e che ha scritto in una lettera inviata ad Abramo Garau, eletto amministratore unico di Abbanoada parte del 90% dei sindaci sardi, «Le notizie fasulle divulgate nel tempo - continua Sanna - non fanno altro che acuire la rabbia, il malcontento, i disagi e la sfiducia e lasciano insoluto il problema che il prossimo 25 gennaio ( data dell’ordinanza sindacale di non potabilità) “celebrerà” in città il terzo anniversario. Come lei probabilmente sa - scrive Paolo Sanna a Garau dopo essersi complimentato con lui per la sua nomina .-, Tempio, “città dell’acqua”, soffre della mancanza di acqua potabile nei rubinetti da quasi tre anni. Come Comitato Civico, ci siamo battuti assiduamente per mettere fine a questo incredibile disservizio, che mette a dura prova la pazienza e la sopportazione dei cittadini. Ciò che rimproveriamo ad Abbanoa è di non aver gestito fino a oggi la problematica con la priorità che meritaa e all’amministrazione comunale di non avere sollecitato Abbanoa con l’assillo e l’autorità necessaria». Paolo Sanna nella sua lettera racconta all’ingegnere anche dell’adesione massiccia dei cittadini tempiesi alla class action contro Abbanoa ma soprattutto chiede «azioni concrete per l’avvio dei vari progetti che sembrano dispersi nei meandri della burocrazia, fatti salvi ovviamente gli adempimenti che potrebbero comunque essere accelerati considerata la drammaticità della situazione che solo per la conclamata civiltà dei tempiesi non è sfociata in episodi spiacevoli. La prego di mettersi nei panni di chi, anche anziano, è costretto a tornare all’Ottocento per rifornirsi alle fontane pubbliche dell’acqua da utilizzare per bere e per cucinare o a spendere cifre considerevoli per l’acquisto dell’acqua in bottiglia».
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