L’ex volontario: «Francesco ha bisogno di aiuto»
Santa Teresa, l’amico del presunto piromane lo ricorda come un ragazzo garbato impegnato nel Wwf
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SANTA TERESA. Il paese è ancora sconvolto per l’arresto di Francesco Occhioni. Il teresino di 36 anni da una settimana è rinchiuso in una cella nel carcere di Nuchis con l’accusa di aver appiccato una ventina di incendi proprio nel paese in cui viveva e lavorava. Un piromane per la Procura di Tempio, un insospettabile per quanti lo conoscono. Diversi anni fa era stato un volontario della locale sezione Wwf. «È sempre stato un ragazzo perbene – racconta Andrea Luciano, ex volontario Wwf tra la fine degli anni Novanta e 2000, oggi funzionario pubblico che si occupa di tutela del territorio e protezione civile –. In quel periodo ho condiviso con lui l’esperienza di volontariato, così come altri ragazzi del paese. La filosofia trasmessa dall’allora presidente Andrea Quiliquini, che è alla base di un’associazione ecologista, mi ha spinto a laurearmi in scienze forestali. Checco non era un fanatico, ma semplicemente motivato e orgoglioso di far parte del Wwf. La sua è sempre stata una presenza garbata, silente. Da ex volontario mi dispiace aver appreso quello che è successo. Perché ci è sempre stato insegnato che per combattere gli incendi serve il cuore e per spegnere il fuoco il cervello. Le spiegazioni sugli effetti devastanti causati da un rogo per noi ragazzi erano un monito che ci aiutava a vigilare ancor di più sul territorio».
Luciano cita poi un proverbio indiano: «La terra non è eredità ricevuta, ma un prestito da restituire ai nostri figli». Sottolinea che con questa consapevolezza sono cresciuti i volontari e attivisti del Wwf. «Anche Checco è cresciuto con questi insegnamenti. Qualcosa non ha funzionato, è evidente, così come è chiaro che lui ha bisogno di aiuto. La forestale ha fatto molto bene il suo lavoro, non limitandosi ad assicurare alla giustizia chi ha commesso un reato, ma studiando le dinamiche che avrebbero portato la persona a compiere un gesto grave e riprovevole. Tuttavia, auspico che il sistema sia altrettanto solerte e capace, così come lo è stata la polizia giudiziaria, nell’ aiutare Francesco. Solo la solidarietà di una comunità potrà riportarlo al ruolo di cittadino. La stessa comunità che oggi con un unico abbraccio è vicina ai familiari». (m.b.)
Luciano cita poi un proverbio indiano: «La terra non è eredità ricevuta, ma un prestito da restituire ai nostri figli». Sottolinea che con questa consapevolezza sono cresciuti i volontari e attivisti del Wwf. «Anche Checco è cresciuto con questi insegnamenti. Qualcosa non ha funzionato, è evidente, così come è chiaro che lui ha bisogno di aiuto. La forestale ha fatto molto bene il suo lavoro, non limitandosi ad assicurare alla giustizia chi ha commesso un reato, ma studiando le dinamiche che avrebbero portato la persona a compiere un gesto grave e riprovevole. Tuttavia, auspico che il sistema sia altrettanto solerte e capace, così come lo è stata la polizia giudiziaria, nell’ aiutare Francesco. Solo la solidarietà di una comunità potrà riportarlo al ruolo di cittadino. La stessa comunità che oggi con un unico abbraccio è vicina ai familiari». (m.b.)
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