Olbia, un monumento dedicato alle vittime dell’alluvione

Il Comune realizzerà un’opera per ricordare i morti del 18 novembre del 2013 Il sindaco Nizzi: «Ci stiamo lavorando da tempo, alla realizzazione manca poco»  

OLBIA. I nomi delle vittime non finiranno dentro il dimenticatoio. Saranno scolpiti su un monumento che il Comune tirerà su da qualche parte in città. Ancora non si sa né dove né quando. Il sindaco Settimo Nizzi preferisce parlare dei dettagli quando il progetto sarà definitivo. Ma intanto il primo cittadino conferma che alle vittime olbiesi dell’alluvione del 18 novembre 2013 sarà presto dedicato un monumento. «È stata una tragedia immane che ha sconvolto la vita della nostra città – commenta Nizzi –. E non possiamo di certo dimenticare chi è morto in quella terribile alluvione. Faremo ciò che riteniamo più giusto».

Il monumento. Solo pochi giorni fa Carolina Serreri, moglie e mamma di Francesco ed Enrico Mazzoccu, morti la sera del 18 novembre di cinque anni fa, in una lettera che ha fatto il giro della città tra le altre cose aveva espresso tutta la sua indignazione per via dell’assenza assoluta di targhe o piazze dedicate alle vittime dell’alluvione. «Noi ci stiamo lavorando da tempo, ma ho preferito non dire nulla perché mi piace parlare con i fatti – spiega il sindaco Settimo Nizzi –. Siamo già al lavoro con degli specialisti del settore per studiare la soluzione migliore. Penso che chiuderemo il tutto abbastanza presto». Il Comune, spiega il sindaco, non si limiterà a una semplice targa. Con tutta probabilità sarà un monumento, o magari una scultura, a ricordare i nomi delle nove persone morte a Olbia nella furia del fango. «Una semplice targa ci sembra troppo riduttiva – afferma ancora il sindaco Settimo Nizzi –. Realizzeremo qualcosa di più importante. Prossimamente illustreremo tutti i dettagli».

Cinque anni dopo. La città ha appena commemorato i morti dell’alluvione del 2013 in occasione del quinto anniversario dal disastro. Una ricorrenza che è stata particolarmente sentita dalla città. Il 18 sera, domenica, le «vie del fango» sono state attraversate da una fiaccolata laica organizzata da un gruppo di giovani con la collaborazione attiva dei comitati dei quartieri. Una fiaccolata alla quale hanno preso parte centinaia di persone e che ogni anno si ripete con l’obiettivo di ricordare chi in mezzo al fango ci ha lasciato la vita. Tredici persone in Gallura, nove soltanto a Olbia. Sempre domenica sera, nella chiesa di San Michele Arcangelo, è stata celebrata una messa in suffragio delle vittime. Durante la funzione, celebrata dal parroco don Theron Casula e alla quale hanno partecipato anche le autorità, sono state lette anche alcune toccanti testimonianze. (d.b.)

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