Manconi: «Il futuro passa dal tunnel»
di Serena Lullia
La Maddalena, nel programma dell’ingegnere candidato sindaco anche il master plan del verde e l’albergo diffuso
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INVIATA ALLA MADDALENA. Il futuro dell’isola passa dal tunnel sottomarino tra l’isola madre e Palau. Ne è convinto il candidato sindaco della lista “Non solo tunnel” Giovanni Manconi, l’ingegnere che il collegamento sotto la pelle del mare lo ha ideato e trasformato in progetto. In realtà ha fatto molto di più. Per vestire di concretezza l’opera pubblica che guarda al futuro e rispondere alle critiche di chi lo accusava di vendere sogni, Manconi ne ha tracciato il percorso, i costi, l’iter, la forma di finanziamento. «Il tunnel si può fare – dice l’ingegnere con la grinta di chi è certo delle sue affermazioni –. E questa lista nasce con l’obiettivo principale di portare avanti un progetto presentato tre anni fa all’amministrazione e rimasto nei cassetti. La giunta uscente non si è degnata nemmeno di darci una risposta, fosse essa favorevole o contraria. Silenzio assoluto». Il candidato sindaco illustra in pillole il tipo di opera. Tre chilometri di collegamento fisso sotto il mare da percorrere in un minuto e mezzo con una andatura di 40 chilometri orari. «300 i giorni lavorativi per realizzarlo con una spesa di 120milioni di euro integralmente finanziati con il Fondo di investimento – sottolinea Manconi –. Ovviamente bando pubblico secondo le procedure del project financing, realizzazione e gestione per 30 anni». Ma non c’è solo il tunnel negli impegni del gruppo che si candida a guidare l’isola. Dal collegamento fisso con Palau deriva poi la riqualificazione dell’area del porto, con le auto destinate a lasciare libero lo spazio di superficie per finire in due aree di sosta multipiano sotterranee. A cui si aggiunge la creazione di una strada sotterranea per consentire di trasformare il tratto tra Cala Gavetta e via Amendola in zona pedonale. Tutti interventi pensati per creare sviluppo oltre che bellezza e decoro. Da qui l’impegno per l’albergo diffuso al centro storico. «Parliamo di 600-1000 posti letto – sottolinea Manconi – da riempire in bassa stagione con l’organizzazione di eventi, sia a mare che a terra. Una potenzialità ricettività capace di dare lavoro a 250 persone. Questa è un’idea che porteremo comunque avanti perché già partita e già accolta con favore dalla comunità». Manconi pensa anche alle altre isole dell’arcipelago, su cui si accendono i riflettori solo nei mesi estivi. «Noi invece pensiamo che possano essere “sfruttate” anche negli altri mesi, con visite guidate, utilizzando per gli spostamenti anche le stesse barche turistiche che lavorano d’estate. Ma per arrivare a questo, prima serve fare un altro passo. Mettere in ordine tutto il giardino intorno alla città della Maddalena». Ed ecco il master plan del verde da realizzare con tutti gli enti che sull’arcipelago hanno competenze. Parco, Marina, Demanio, Soprintendenza. E a chi pensa che sia un’opera irrealizzabile replica senza esitazione. Un progetto serio per rendere La Maddalena la prima isola green, in sinergia con la Regione, verrebbe finanziato dall’Unione europea senza alcuna esitazione».
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