Tamponi al Mater Olbia, il Tar dice sì al Comune

Il tribunale non sospende l’ordinanza firmata il 22 agosto dal sindaco Nizzi. Il ricorso presentato dalla Regione sarà discusso nel merito a novembre

OLBIA. Mentre l’emergenza sanitaria imposta dal Covid-19 torna d’attualità, il Comune di Olbia e la Regione sono sempre più ai ferri corti. Il Tar ha respinto la domanda di misure cautelari proposta dalla Regione con il ricorso presentato nei confronti del Comune e del Mater Olbia. La Regione chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell'ordinanza del sindaco Settimo Nizzi che lo scorso 22 agosto aveva “attivato” l’esecuzione dei tamponi molecolari al Mater Olbia per cittadini e stranieri.

Il caso. Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva, rimandando all’udienza del prossimo novembre la trattazione nel merito del caso. In pratica, Cagliari contesta l’ordinanza con la quale il sindaco aveva ordinato al Mater Olbia “di porre in essere ogni attività necessaria al fine di effettuare, nel proprio laboratorio di analisi, test molecolari Covid-19 mediante tamponi nasofaringei”. Dallo 24 agosto, infatti, dopo l’ordinanza, era stato possibile eseguire al Mater Olbia il tampone per la diagnosi di infezione da virus Covid, basato sull’identificazione di Rna virale. L’ordinanza disponeva che il laboratorio del Mater effettuasse i tamponi con spesa a totale carico dei cittadini, nei seguenti casi: cittadini assistiti, privi di sintomi, previa richiesta dei medici prescrittori; poi i cittadini stranieri che dovessero ottemperare a eventuali richieste di certificazione di negatività per il rientro nel proprio Stato di origine.

Il ricorso. Il presupposto è che, sebbene il Mater Olbia sia stato successivamente accreditato all'effettuazione dei test molecolari dalla Regione, a seguito della verifica della sua idoneità, la stessa Regione ritiene che “la coesistenza del provvedimento impugnato e di quelli regionali disciplinanti la medesima materia, può ingenerare confusione in chi è coinvolto nella procedura e così mettere a rischio la sicurezza e la salute di operatori e cittadini”. La Regione, dunque, argomenta la contestazione con un conflitto di competenze. Ma anche perché “per i cittadini stranieri non è stato indicato il requisito dell'assenza di sintomi, con la conseguenza che anche un soggetto con evidenti e intensi sintomi di infezione potrebbe recarsi all’ospedale Mater Olbia al fine di effettuare il test molecolare”.

Dati difformi. Un altro dei problemi, che diventa di stretta attualità dopo che nelle scorse ore il sindaco Nizzi ha contestato l’affidabilità dei dati su tamponi effettuati e sui pazienti positivi consegnati dall’Ats agli enti locali, è quello su monitoraggio e acquisizione delle risultanze cliniche. Considerato che la Regione ha sostenuto che l'immediata sospensione dell’ordinanza sindacale debba essere disposta anche per “la difforme disciplina della trasmissione dei dati relativi all'esito dei tamponi, che è un profilo di fondamentale importanza per la gestione dell'epidemia e l'adozione di tempestivi provvedimenti in merito”. Nonché per i dubbi riguardanti la rimborsabilità dei test che sono a carico di chi vi si sottopone, trattandosi di soggetti asintomatici.

Il Tar. Il tribunale, tuttavia, non ha ravvisato gli estremi per applicare misure cautelari di sospensione dell’ordinanza del sindaco Nizzi, considerato che a seguito dell’emanazione delle richiamate disposizioni regionali, il Mater Olbia non può non attenersi alle stesse, con la conseguenza che il danno prospettato non appare attuale, essendovi peraltro consistenti dubbi sulla permanenza degli effetti dell’ordinanza sindacale impugnata.

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