Sul treno con pistola e munizioni
di Stefania Puorro
Albanese arrestato dalla Finanza alla stazione. Indossava 2 paia di pantaloni, nelle tasche i caricatori
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OLBIA. Dal treno appena arrivato da Sassari, è sceso per ultimo. E ha subito fatto finta di parlare al telefono. Voleva passare inosservato, perché sul marciapiede davanti ai binari c’erano le unità cinofile che controllavano i passeggeri. E’ stato inutile anche il suo tentativo di confondersi tra la gente. Si muoveva in modo troppo agitato e confuso e i cani antidroga Betty e Daff si sono diretti proprio verso di lui. Quel giovane, un albanese di 28 anni, sudava. Ed è finito in trappola. Era sempre più teso e non riusciva a rispondere alle domande che le fiamme gialle hanno cominciato a porgli. Ha cercato di dare risposte sensate, ma non faceva altro che contraddirsi. Che avesse qualcosa da nascondere, era ormai troppo chiaro. Infatti è stato trovato con addosso una pistola (con colpo in canna e matricola abrasa) e due caricatori che contenevano complessivamente 28 proiettili.
Da qui l’arresto, per detenzione illegale di arma da fuoco e munizioni.
L’operazione è scattata nel pomeriggio dell’altro ieri alla stazione ferroviaria. I militari cinofili del gruppo di Olbia, guidati dal capitano Carlo Lazzari, sono scesi in campo per attuare uno dei servizi mirati alla repressione del traffico di stupefacenti uniti al controllo per il rispetto delle norme anti Covid, sotto il coordinamento del comando provinciale della guardia di finanza.
Appena arrivato il treno da Sassari, i passeggeri sono scesi tutti immediatamente. Tranne uno. Che ha aspettato sino all’ultimo. Un particolare, questo, subito notato dai finanzieri. Poi, però, il giovane ha cercato in ogni modo di confondersi tra i viaggiatori e sono stati proprio gli incontrollati movimenti ad aver attirato anche l’attenzione dei cani antidroga. Una volta fermato, l’albanese (che ha precedenti per droga) è diventato nervoso. Parlava in modo contorto, non rispondeva. Così è scattata la perquisizione personale. I finanzieri si sono subito resi conto che il sospettato indossava due paia di pantaloni: sotto uno sportivo, morbido, con tasche che si chiudono con cerniera e sopra un paio tipo jeans. Quel doppio strato aveva un perché: nelle tasche interne nascondeva due caricatori pieni di proiettili (28 in tutto), mentre nella cintura dei pantaloni “esterni” aveva la pistola con il colpo in canna. Il giovane è stato a quel punto ammanettato e trasferito nel carcere di Bancali, a Sassari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Le indagini sono comunque appena cominciate. Del ventottenne albanese, a parte le denunce accumulate sinora, si sa solo che non ha una fissa dimora, anche se negli ultimi anni si è mosso principalmente nel nord Sardegna. Ma si vuole capire soprattutto quale potesse essere l’utilizzo di quell’arma (era forse sbarcato a Olbia per un regolamento di conti?) e per accertare in tutti i casi se possa essere coinvolto in traffici illeciti in questa fetta di Sardegna.
Da qui l’arresto, per detenzione illegale di arma da fuoco e munizioni.
L’operazione è scattata nel pomeriggio dell’altro ieri alla stazione ferroviaria. I militari cinofili del gruppo di Olbia, guidati dal capitano Carlo Lazzari, sono scesi in campo per attuare uno dei servizi mirati alla repressione del traffico di stupefacenti uniti al controllo per il rispetto delle norme anti Covid, sotto il coordinamento del comando provinciale della guardia di finanza.
Appena arrivato il treno da Sassari, i passeggeri sono scesi tutti immediatamente. Tranne uno. Che ha aspettato sino all’ultimo. Un particolare, questo, subito notato dai finanzieri. Poi, però, il giovane ha cercato in ogni modo di confondersi tra i viaggiatori e sono stati proprio gli incontrollati movimenti ad aver attirato anche l’attenzione dei cani antidroga. Una volta fermato, l’albanese (che ha precedenti per droga) è diventato nervoso. Parlava in modo contorto, non rispondeva. Così è scattata la perquisizione personale. I finanzieri si sono subito resi conto che il sospettato indossava due paia di pantaloni: sotto uno sportivo, morbido, con tasche che si chiudono con cerniera e sopra un paio tipo jeans. Quel doppio strato aveva un perché: nelle tasche interne nascondeva due caricatori pieni di proiettili (28 in tutto), mentre nella cintura dei pantaloni “esterni” aveva la pistola con il colpo in canna. Il giovane è stato a quel punto ammanettato e trasferito nel carcere di Bancali, a Sassari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Le indagini sono comunque appena cominciate. Del ventottenne albanese, a parte le denunce accumulate sinora, si sa solo che non ha una fissa dimora, anche se negli ultimi anni si è mosso principalmente nel nord Sardegna. Ma si vuole capire soprattutto quale potesse essere l’utilizzo di quell’arma (era forse sbarcato a Olbia per un regolamento di conti?) e per accertare in tutti i casi se possa essere coinvolto in traffici illeciti in questa fetta di Sardegna.
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