La Corte: nuova perizia per i morti dell’alluvione

Accolte le richieste di procura generale e parti civili: disposti nuovi accertamenti Riaperta l’istruttoria dibattimentale. Saranno risentiti anche nove testimoni

OLBIA. Una nuova perizia e nove testimoni da risentire. In poche parole, si rifà il processo. È questa la decisione assunta dalla Corte d’appello di Sassari dove si sta celebrando il processo di secondo grado per le sei vittime dell’alluvione del 18 novembre 2013. Imputati l’ex sindaco Gianni Giovannelli, difeso dagli avvocati Nicola di Benedetto e Agostinangelo Marras, i dirigenti del comune di Olbia Antonello Zanda e Gabriella Palermo e il funzionario Giuseppe Budroni, assistiti dagli avvocati Jacopo Merlini, Pasquale Ramazzotti e Lorenzo Soro. Tutti assolti in primo grado con la formula più ampia (“perché il fatto non sussiste”) dalle accuse di disastro colposo e omicidio colposo plurimo. La Corte, presieduta da Plinia Azzena, nell’udienza di ieri, ha disposto che venga eseguita una nuova perizia sull’alluvione, l’incarico al perito sarà conferito il 16 dicembre. In aula deporranno anche nove testimoni indicati dal procuratore generale, Gabriella Pintus, gli stessi che avevano già testimoniato nel processo di primo grado. I primi quattro saranno sentiti nella prossima udienza fissata per il 9 dicembre, i restanti, il 16 dicembre. La Corte, di fatto, ha riaperto l’istruttoria dibattimentale. Una decisione accolta con grande soddisfazione dai legali di parte civile che assistono le famiglie delle vittime e dalla procura generale che punta alla riforma della sentenza di primo grado e che aveva chiesto la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale. Una doccia fredda per le difese. Che arriva dopo la deposizione di Francesco Cipolla, del Cnr, professore universitario, geologo ed esperto in fenomeni idrogeologici, che insieme ad Elvezio Galanti, consulente del dipartimento nazionale di Protezione civile avevano redatto le consulenze di parte per l’ex sindaco di Olbia nel processo di primo grado. La loro perizia fu decisiva per l’assoluzione di tutti gli imputati. Nelle motivazioni della sentenza del tribunale di Tempio che il 29 settembre 2017 aveva assolto l’ex sindaco di Olbia Giovannelli e gli altri imputati si parlava di «un evento calamitoso imprevedibile ed eccezionale». Concetto ribadito nell’udienza scorsa, in una lunga esposizione, dall’esperto Francesco Cipolla. Il quale ha rimarcato che quanto avvenne fu un evento storico per Olbia, mai avvenuto prima. Ma le parti civili hanno ribattuto sostenendo che il 17 sera la Regione diramò un avviso di allerta con criticità elevata. Era quindi, per un evento preannunciato. Diverse le criticità sulla perizia fatte emergere dagli avvocati. Ieri avrebbe dovuto essere sentito l’altro esperto, Galanti. Ma la testimonianza è slittata. La Corte ha annunciato la sua decisione, sciogliendo la riserva sulle richieste avanzate dalle parti civili e dal procuratore generale Gabriella Pintus: sì alla nuova perizia. Ritenuta «necessaria».

«Aspettiamo l’esito, andiamo avanti sereni e fiduciosi», commenta brevemente l’avvocato Di Benedetto.

Nell’alluvione morirono Patrizia Corona e la figlia Morgana, Francesco Mazzoccu e il figlio Enrico, Anna Ragnedda e Maria Massa. I familiari delle vittime si sono costituiti parte civile con gli avvocati Elias Vacca e Danilo Mattana (Mazzoccu), Domenico Putzolu e Giampaolo Murrighile (Corona), Mario Perticarà (Paola e Domenica Casalloni figlie di Ragnedda), Alex Russo (Antonietta Casalloni, un’altra figlia di Ragnedda).

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