Lai: «Tassa di sbarco, va rivista per sport e periodi di spalla»

La Maddalena, il sindaco anticipa la volontà di una revisione «Un’imposta giusta, ma è necessario fare alcuni correttivi»

LA MADDALENA. Nell’agenda del neo sindaco, Fabio Lai, c’è anche la revisione della tassa di sbarco. L’imposta di 2,50 euro, pagata dai non residenti con il biglietto del traghetto, nel 2019 ha portato nelle casse comunali un milione e 900mila euro. Soldi che l’amministrazione, secondo la legge, può spendere in servizi per il turista e interventi di natura ambientale. Lai non è mai stato un oppositore della tassa di sbarco. Da sindaco continua a difenderne l’utilità, ma ribadisce la necessità di fare alcuni correttivi. «Ritengo che sia una tassa giusta, che serve per il nostro territorio – afferma Lai –. Noi siamo molto aperti come comunità. Ci sono anche altre città che hanno la possibilità di fare economia con il nostro arcipelago ed è giusto che diano un contributo per tutelare il nostro bellissimo ambiente. Di certo va rivista».

Dai banchi dell’opposizione, due anni fa, Lai aveva criticato l’aumento da 50 centesimi a 2,50 euro voluto dalla giunta Montella e l’estensione del balzello alle società sportive. «Mi opposi ai tempi per la parte che riguarda le società sportive e lo sport, un punto che bisogna rivedere». C’è poi da affrontare il discorso della tassa di sbarco in un contesto territoriale. Un abitante di Arzachena o di Olbia paga per entrare alla Maddalena come un turista. «Uno degli aspetti che valuteremo è legato a una rete territoriale. Ho contattato da poco il sindaco di Arzachena, sentirò anche altri colleghi dei comuni costieri – spiega il primo cittadino –. Voglio fare un punto insieme a loro per decidere congiuntamente una strategia territoriale. E fra queste cose potrebbe rientrarci anche una visitazione di come è stata impostata la tassa. Sarebbe bello, come sogno, ma verificheremo se sia concretamente possibile, aprire le maglie nei confronti dei cittadini galluresi. Sono valutazioni che faremo non appena avremo la possibilità di esaminare la situazione nel dettaglio». Da valutare anche l’estensione della tassa di sbarco al mese di ottobre come deciso nel 2018. Provvedimento duramente criticato da Lai e giudicato un errore. «Se, carte alla mano, la tassa rappresenta un disincentivo al turismo allora dovremo intervenire», conclude Lai. (se.lu.)

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