Morte nel cantiere, sentenza annullata

Badesi, finisce dopo 14 anni in Cassazione l’odissea del geometra Piero Vasa

BADESI. Si conclude in Cassazione, dopo 14 anni, l’odissea giudiziaria di Piero Vasa, geometra di Badesi, accusato e condannato per concorso in omicidio colposo. Il professionista era il coordinatore responsabile della sicurezza nel cantiere edile di Li Junchi, sul litorale di Badesi, dove il 30 novembre 2006 aveva perso la vita un operaio-autista, Luigi Careddu, 29enne originario di Sedini. Accogliendo la tesi dei difensori di Vasa, gli avvocati Gianluigi Mastio di Nuoro e Giovanni Azzena di Tempio, la Cassazione l’altro ieri ha annullato la sentenza della corte d’appello di Sassari e rimandato la causa ad altro giudice d’appello, che non potrà non tener conto dei fondamenti su cui è fondata la pronuncia della Cassazione. A cominciare dal fatto che, al momento del tragizo incidente sul lavoro, il cantiere edile di Li Junchi era chiuso e doveva essere inattivo, mentre invece c’erano operai che addirittura ci lavoravano durante la notte. Tutto naturalmente all’insaputa del responsabile della sicurezza, appunto il geometra Piero Vasa, che nulla sapeva e poteva sapere.

Quel giorno Luigi Careddu, era rimasto folgorato mentre lavorava nelle vicinanze di una betoniera che stava scaricando il calcestruzzo nelle fondamenta di alcune villette in costruzione. Per quella tragedia un’inchiesta della Procura di Tempio aveva condotto sotto processo il titolare dell'azienda per la quale lavorava Careddu, Mario Chiaramonti, amministratore della Chiaramonti group che forniva calcestruzzi e materiali per edilizia; poi Rossano Cannas, di Badesi, titolare del cantiere in cui si era verificato l’incidente; infine il responsabile della sicurezza, Piero Vasa. Mentre Chiaramonti aveva affrontato il processo con il rito abbreviato, per Cannas e Vasa il tribunale di Tempio (dopo anni di processo con il rito ordinario) aveva dichiarato incautamente la prescrizione del reato. La corte d’appello aveva così impugnato la sentenza e condannato Cannas e Vasa. Nel caso del responsabile della sicurezza la condanna e la pena – piuttosto pesante: due anni e 6 mesi – erano state vissute malissimo. Sino alla pronuncia della Cassazione che ha di fatto concluso un’odissea lunga 14 anni. (m.b.)

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