Scontro sulla statua di Magnon

A Santa Teresa l’Irs attacca l’amministrazione: «Repressore dei patrioti, umiliazione per i sardi»

SANTA TERESA. Un sanguinario, un repressore, dei patrioti sardi per conto dei Savoia, come denuncia l’Irs. No, è l’uomo che ha convinto il re Vittorio Emanuele I a fondare Santa Teresa di Gallura, come ricorda la sindaca Nadia Matta. Il busto di marmo di Pierre François Marie Magnon, realizzato da Gianni Andreace e collocato di recente a breve distanza dalla torre di Longonsardo, infiamma gli animi a Santa Teresa e non solo, con un dibattito che richiama quello che negli Stati Uniti si è aperto sulle statue di Cristoforo Colombo e dei generali schiavisti. A sollevare il caso è stato il movimento iRs (indipendentzia Repubrica de Sardigna), che ha bollato la collocazione della statua come «un’umiliazione per i sardi», aggiungendo che «ancora più umiliante è che la statua dal tiranno è stata posizionata ai piedi della torre di Longosardo dove fu assassinato uno degli ultimi rivoluzionari sardi, Prete Francesco Sanna Corda, senza nessun rispetto per chi morì per la liberazione della Nazione Sarda». Secondo l’Irs, non c’è stato «nessun rispetto per la Sardegna e i sardi, che dai Savoia hanno subito deportazioni, violenze, furti. Di cui ancora portiamo indelebili cicatrici». Segue un paragone senza appello: mettere lì la statua di Magnon equivale al posizionamento di «una statua in onore di Adolf Hitler all'ingresso di un campo di concentramento nazista». L’Irs, nel suo lungo documento, ricostruisce le durissime azioni repressive di Magnon in Sardegna negli anni a cavallo del 1800 e conclude con una serie di domande. «Possiamo nel 2021 – si legge,tra l’altro – quando in Sardegna e nel Meridione si discute di cambiare l'onomastica delle vie dedicate ai Savoia o a chi li rappresentava, mettere in pubblico luogo l'immagine di questa casata che dalla Sardegna ha solo preso, perfino il titolo regio?». Infine, una proposta all'amministrazione comunale: «Un dibattito pubblico, con la presenza di storici e studiosi, per analizzare e far conoscere a tutta la popolazione chi sono stati veramente i Savoia e chi era Pierre François Marie Magnon. Poi sarà la popolazione a decidere se omaggiare i carnefici o i liberatori della Sardegna».

«La storia non si rinnega – ribatte la sindaca Nadia Matta – il nostro paese è nato per opera di Magnon e la popolazione teresina lo riconosce ed è ben lieta della realizzazione dell’opera e della scelta del luogo in cui è stata collocata. Uno degli obiettivi della mia amministrazione è dare sostegno alle iniziative di carattere storico e culturale promosse in ambito locale. Gianni Andreace è un artista locale che, tempo fa, donò al Comune opere che raffigurano la nascita ufficiale del paese e che sono esposte in aula consiliare. Successivamente, nel 2018, espresse la volontà di voler donare alla comunità teresina un busto rappresentante la figura del capitano delle Regie Armate Pier Francesco Maria Magnon, desiderio che l’amministrazione Pisciottu decise di assecondare e addirittura finanziare per l’acquisto di materiale e strumenti». Nella relativa delibera di giunta, la n. 127 del 11.07.2018 – sottolinea la sindaco – «risultano presenti tutti i componenti della giunta, tra cui l’esponente dell’Irs, al tempo assessore al turismo Stefania Taras, e tutti, compresa lei, hanno espresso voto favorevole per alzata di mano». Nadia Matta difende la scelta di portare avanti e realizzare il progetto. Dagli atti dell’archivio storico del comune – sottolinea – risulta che il 16 maggio 1803 Magnon ha chiesto a Vittorio Emanuele I «disposizioni per agevolare il sospirato stabilimento del nuovo villaggio»; che il 12 agosto 1808 il re ha autorizzato «l’erezione e formazione di una nuova popolazione tra la Torre e il porto di Longon Sardo, sotto il nome di Santa Teresa»; e che Magnon è stato incaricato della fondazione. Dunque, il padre non si rinnega. Il dibattito va avanti. (a.se.)

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