Impiantate al Mater Olbia le protesi su misura in 3D

Il chirurgo Vincenzo De Santis ha effettuato i primi due interventi in Sardegna. I pazienti sono galluresi (tra i 60 e i 70 anni), già oggi muoveranno i primi passi

OLBIA. Una protesi di ginocchio rivoluzionaria e personalizzata. Quindi, perfetta. L’ha realizzata una start up bolognese con una stampante 3D e con l’impiego dell’intelligenza artificiale. L’intervento innovativo, notevolmente più rapido di quelli convenzionali, viene realizzato ora anche al Mater Olbia. E proprio ieri, 29 luglio, la protesi è stata impiantata sui primi due pazienti ricoverati. Altri cinque verranno invece operati il prossimo settembre.

A dare la notizia è stato il direttore generale dell’ospedale Mater Olbia, Franco Meloni, mentre a illustrare i dettagli della protesi “su misura” è il stato il chirurgo Vincenzo De Santis, professore, alla guida dell’Unità operativa complessa di Ortopedia e traumatologia.


«Innanzitutto – spiega lo specialista – le protesi al ginocchio vengono impiantate in casi di artrosi avanzata: patologia che non consente al paziente i normali movimenti, che condiziona in modo pesante lo stile di vita e che provoca molto dolore. In questi casi, quindi, si sostituisce l’articolazione con una componente femorale e tibiale più gli inserti. Ma non è un intervento diffuso solo tra coloro che sono avanti con l’età. Anche per molti giovani si ricorre alle protesi al ginocchio dopo fratture o casi di necrosi ed è importante che durino più tempo possibile. Generalmente le ditte che le realizzano, le fanno in diverse taglie (con il tempo diminuite a causa dei costi elevati) ma non sono mai perfette. Questa protesi rivoluzionaria, invece, lo è».

Sì dà in sostanza al paziente un ginocchio nuovo, esattamente come quello che aveva prima, anche se sotto forma di protesi. «Con una tac e una risonanza magnetica vengono rilevati i parametri anatomici del paziente – spiega ancora De Santis – e a quel punto l’azienda prepara la protesi in 3D personalizzata».

«Questa operazione innovativa, che non è sperimentale – precisa Frando Meloni – va a qualificare ulteriormente l’offerta di sanità d’eccellenza che l’ospedale Mater Olbia garantisce alla Gallura e a tutta l’isola. I due interventi di protesi al ginocchio fatti ieri, infatti, sono stati appunto i primi realizzati in Sardegna e, comunque, tra i pochi in Italia».

Dietro l’ultima frontiera in campo ortopedico, c’è una collaborazione forte con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e con l’équipe del professor Maurilio Marcacci dell’ospedale Humanitas di Milano che ha collaborato con la star up emiliana per ideare e stampare in 3D la protesi di ginocchio in lega di cromo cobalto.

«L’aspetto importante è che si riducono notevolmente i tempi dell’intervento e per il paziente la ripresa è decisamente più rapida. Lo abbiamo visto ieri mattina: ai due galluresi (di età tra i 60 e i 70 anni) entrati in sala operatoria, in appena un’ora è stata impiantata la nuova protesi realizzata su misura per loro. Sotto anestesia spinale, erano entrambi svegli e uno in particolare aveva molta volta di chiacchierare. Sono stati poi trasferiti subito in camera – racconta ancora Vincnzo De Santis illustrando l’intervento appena eseguito – e già in serata si sono seduti. Oggi poi faranno i primi passi con il nuovo ginocchio e nel giro di 48 ore verranno trasferiti di reparto: inizieranno così il percorso di riabilitazione che durerà tra i dieci e i venti giorni».

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